Le nuove regole europee stanno mettendo a dura prova i passeggeri dei voli extra UE

Le nuove regole europee complicano i viaggi extra UE: tra controlli biometrici e lunghe attese, ecco cosa cambia e come prepararsi

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Angelica Losi

Content writer & Travel Expert

Per lavoro è Content writer, per diletto viaggia. Appassionata di turismo enogastronomico, fotografa tutto per inscatolare i ricordi e poi li racconta online.

Code ai controlli, documenti da tirare fuori al momento giusto, il gate che sembra sempre più lontano di quanto dovrebbe: partire è bello, finché tutte le regole e le novità non causano stress nei passeggeri. La società AirHelp, che si occupa dei diritti dei passeggeri aerei, ha effettuato uno studio confrontando tempi di attesa ai controlli di sicurezza nei principali aeroporti europei e le differenze da uno scalo all’altro.

Le nuove regole europee mettono a dura prova i passeggeri

Dal 10 aprile 2026 l’Entry/Exit System (EES) è pienamente operativo e i timbri sui passaporti, alle frontiere esterne di Schengen, sono un ricordo: ingressi e uscite si registrano in digitale. I cittadini di Paesi terzi soggetti all’EES che arrivano per un soggiorno breve devono fornire i dati del documento di viaggio, le impronte digitali e un’immagine del volto.

Questa registrazione avviene al primo ingresso. Poi le informazioni restano nel sistema e i controlli successivi, di norma, scorrono più veloci. L’idea di fondo è avere confini più sicuri e al passo coi tempi. Invitiamo a osservare che le nuove procedure non riguardano automaticamente tutti coloro che prendono un volo extra UE. Se siete cittadini italiani o di un altro Stato membro dell’Unione europea, non siete soggetti alla registrazione EES. Sono previste anche specifiche esenzioni, tra cui quelle per diversi titolari di permessi di soggiorno e visti di lunga durata.

L’introduzione del sistema sta comunque creando difficoltà operative in alcuni aeroporti. A Bruxelles, per esempio, lo scalo ha segnalato un aumento significativo dei tempi necessari per i controlli di frontiera, annunciando nuovi investimenti per gestire meglio il flusso dei passeggeri. La situazione però non è identica ovunque e i tempi di attesa possono cambiare, soprattutto su determinati scali e in determinati giorni della settimana o periodi dell’anno.

Dove si rischia di aspettare di più e come evitare gli imprevisti

Dallo studio di AirHelp emerge che, nelle fasce di maggiore affluenza, Istanbul registra attese medie di appena 5 minuti ai controlli di sicurezza, mentre a Barcellona El-Prat si arriva a un’ora e 47 minuti. A Milano Malpensa, nelle ore di punta, si aspettano in media 48 minuti. A Roma Fiumicino ne bastano 36. Anche scegliere il giorno giusto può fare la differenza. Il lunedì risulta generalmente il più congestionato, seguito dal giovedì e dal venerdì. Se avete la possibilità di organizzare le vostre partenze con maggiore flessibilità, il martedì e la domenica potrebbero offrirvi condizioni più favorevoli.

Come potete evitare che queste difficoltà compromettano il vostro viaggio? La soluzione più prudente è controllare le indicazioni della compagnia aerea e dell’aeroporto, verificare in anticipo i documenti richiesti e prevedere un margine di tempo adeguato, soprattutto se dovete attraversare una frontiera esterna dello spazio Schengen.

Potete anche valutare l’utilizzo del servizio Fast Track, quando disponibile, per ridurre l’attesa ai varchi di sicurezza. Ricordate però che questa corsia prioritaria non elimina gli eventuali controlli dei passaporti e le procedure biometriche. Nello studio diffuso da AirHelp, l’avvocato Mariana Giuliano, specializzata in diritti dei passeggeri, ha sottolineato che la responsabilità di calcolare correttamente i tempi necessari per raggiungere il gate, evitando imprevisti e ritardi, resta a carico del passeggero.

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