Come cambierà il turismo europeo nei prossimi 10 anni? A porsi questa domanda è Accor che ha creato uno studio basandosi sulle previsioni di Tourism economics; il Continente registrerà una crescita continua ma i flussi si sposteranno dalle mete più note alle località meno conosciute per allontanarsi dall’overtourism. Si parla di un aumento del 32% di pernottamenti… un risultato che si prospetta interessante.
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Le mete europee che conquisteranno più viaggiatori
Ma quali saranno le destinazioni capaci di conquistare più viaggiatori? Francia, Spagna e Regno Unito continueranno a dominare la scena turistica europea. Ma qualcosa si muove anche lontano dalle destinazioni più frequentate. L’Europa centrale e orientale, i Paesi baltici e alcune zone dei Balcani potrebbero conquistare una fetta crescente di visitatori, spinti dalla voglia di scoprire luoghi diversi e uscire dai soliti itinerari.
Tra le destinazioni da seguire ci sono Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria. Cracovia, Praga e Budapest non sono certo mete sconosciute. Eppure, il loro patrimonio storico, insieme a una scena culturale vivace, potrebbe contribuire a rafforzare il peso turistico dell’intera regione. Città già apprezzate, dunque, ma con ulteriori margini di crescita.
C’è poi il Baltico. Tallinn, Riga (che registrerà un 83% in più di pernottamenti) e Vilnius stanno attirando l’attenzione di chi cerca un’alternativa alle grandi capitali dell’Europa occidentale. A fare la differenza sono i centri storici, le architetture e la possibilità di abbinare una visita in città alla scoperta dei paesaggi naturali di Estonia, Lettonia e Lituania.
E nei Balcani? Albania e Montenegro restano due destinazioni da osservare. Coste, montagne e percorsi culturali offrono possibilità di viaggio ancora poco esplorate rispetto ad altre aree del continente. Il crescente interesse per le mete meno battute potrebbe dare ulteriore slancio al turismo locale.
Le grandi destinazioni europee manterranno il loro richiamo. Ma per una parte dei viaggiatori, nei prossimi anni, la scelta potrebbe cadere sempre più spesso su una capitale baltica o su un itinerario tra le coste balcaniche.
La nuova mappa del turismo europeo
Sarà soprattutto il turismo internazionale a spingere la crescita dei viaggi in Europa nei prossimi dieci anni. Entro il 2036 i pernottamenti dei visitatori stranieri aumenteranno del 42%. Si parla di circa un miliardo di notti in più ogni anno, con una spesa turistica dall’estero destinata a superare i 1.300 miliardi di euro.
A crescere più rapidamente saranno i flussi dal Medio Oriente e dall’Asia-Pacifico, con arrivi in aumento rispettivamente del 93% e dell’88%. Ma qualcosa si muoverà anche dentro i confini europei. I turisti provenienti dall’Europa centrale e orientale viaggeranno più di quelli dei mercati occidentali, favoriti da collegamenti migliori, nuovi investimenti e costi di viaggio più accessibili.
L’Italia continuerà a giocare un ruolo da protagonista. Le previsioni indicano un aumento complessivo dei pernottamenti del 33% entro il 2036, trainato ancora una volta dalla domanda internazionale, attesa in crescita del 45%.
Le grandi capitali e le destinazioni più conosciute resteranno al centro delle rotte turistiche. Non perderanno il loro richiamo. A cambiare sarà piuttosto la distribuzione dei flussi, con una quota crescente di viaggiatori diretta anche verso territori meno frequentati. Una geografia del turismo più estesa, nella quale accanto alle mete tradizionali troveranno spazio nuove destinazioni.