Teo e Zodì, un cammello per amico: le location (reali) nel cuore di un deserto che sembra non finire mai

Un'avventura tra dune e paesaggi selvaggi per raccontare un'amicizia fuori dal comune: scopriamo i luoghi che hanno fatto da sfondo al film di Éric Barbier

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Virginia Dara

Giornalista & Content Writer

Giornalista specializzata in culture digitali e SEO Content Writer, ama scrivere di libri, serie TV, film e tutto ciò che riguarda il lifestyle.

Un’amicizia che attraversa il deserto, paesaggi mozzafiato e un raro dromedario bianco da salvare a ogni costo. Va in onda il 5 agosto 2026, in prima serata su Rai 1, Teo e Zodì, un cammello per amico, il film di Éric Barbier che conquista grandi e piccoli. Scopriamo dove sono state girate le scene più emozionanti.

Di cosa parla

Teo, un giovane nomade, trova abbandonato nel deserto un cucciolo di dromedario e decide di adottarlo finendo per affezionarsi molto all’animale e a farne un vero compagno di vita. Una volta diventato grande Zodì, questo il nome scelto per il cammello, si rivela un ottimo corridore tanto che Teo decide di farlo partecipare a un’importante gara che si tiene ogni anno ad Abu Dhabi.

Un bracconiere geloso, però, rapisce Zodì: quella di Teo diventerà, così, una corsa contro il tempo per ritrovare l’amico animale. Non sarà solo: in suo aiuto accorre una giovane veterinaria che ha preso a cuore la vicenda.

Ufficio stampa RAI
Una scena del film “Teo e Zodì, un cammello per amico”

Dov’è stato girato il film

Il film, che ha musiche firmate da Mika alla prova per la prima volta con una colonna sonora per il cinema, è stato girato nel Sahara occidentale, tra distese desertiche che sembrano non finire mai, antiche kasbah, accampamenti tribali e importanti centri del commercio locale.

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L’inconfondibile panorama desertico del Sahara

Ouarzazate

Tra le location di Teo e Zodì, un cammello per amico c’è in particolare Ouarzazate: una città che da sempre sfrutta la propria posizione strategica tra Marrakech e il deserto e dove almeno dagli Anni Cinquanta vengono girati film con produzioni internazionali e budget a diversi zeri. Inconfondibili sono sullo schermo le ampie distese di terra rossa che, di tanto in tanto, lasciano il passo al verde delle oasi palmeraie.

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Ouarzazate: una vera perla nel deserto

La kasba di Taourirt, una delle più grandi e meglio conservate della zona, riconosciuta per il suo interesse storico-artistico anche dall’UNESCO è tra le cose da vedere a Ouarzazate, insieme al ksar (un tipico villaggio fortificato costruito con paglia e fango) di Aït Ben Haddou e all’oasi di Fint.

Le facility cinematografiche, come gli studios dove è stato girato anche Teo e Zodì, un cammello per amico, sono diventate tra le attrazioni più apprezzate dai turisti a Ouarzazate.

Dakhla

Altre scene del film, quelle in cui Teo contratta con bracconieri e venditori di cammelli, sono state girate a Dakhla. Questa lingua di sabbia e acqua è da sempre molto amata da chi pratica surf, kitesurf, windsurf e altri sport acquatici.

Non mancano però attrattive naturalistiche come la grane Duna Bianca, raggiungibile attraversando il deserto a piedi o in 4×4 e dalla cui cima si gode di un panorama unico: qui sono state girate anche alcune scene del colossal di Nolan Odissea. Di fronte alla costa e, se la marea è bassa raggiungibile anche a piedi, l’Isola del Drago è chiamata così per la sua forma evocativa.

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Le suggestive dune bianche di Dakhla

Poco fuori da Dakhla tra le perle da non perdersi c’è la sorgente termale di Asma: l’acqua che sgorga a 38° è un vero elisir di benessere offerto dal deserto. Il centro cittadino, uno dei più grandi dell’omonima regione, come ricorda anche il film di Éric Barbier, è da sempre al centro di importanti scambi commerciali di prodotti tipici, come le spezie e non solo.

Abu Dhabi

Tra i luoghi dov’è stato girato il film c’è anche Abu Dhabi per alcune scene della gara di cammelli finale: in particolare, vediamo sullo sfondo l’Ippodromo di Al Wathba (Al Wathba Camel Race Track) e le zone desertiche della regione di Al Dhafra.

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La gara di cammelli: una tradizione negli Emirati

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