Più o meno 3.000 sono gli abitanti di Altino, incantevole borgo d’Abruzzo, che (come in qualche maniera ci preannuncia anche il nome) appare sopra una rupe chiara a 345 metri di quota, con una postura severa e raccolta. Parte della provincia di di Chieti, è una sentinella di pietra che domina un paesaggio di uliveti, vigneti e boschi di querce che nelle giornate limpide permette di posare lo sguardo fino all’orizzonte adriatico, distante una quarantina di chilometri. Un paesino che, tra le altre cose, sviluppa la propria identità attraverso la struttura del borgo diffuso.
La sua posizione è certamente strategica in quanto difensiva, ma la leggenda della sua fondazione rende il tutto ancor più speciale: si narra che fu fondato da profughi veneti in fuga dalla distruzione di Altinum, porto romano incendiato durante le incursioni di Attila. Secondo la tradizione, avrebbero risalito il corso del Sangro fino a scorgere questa roccia affacciata sui boschi, decidendo di rifondare la propria patria perduta sopra questa scogliera di terraferma.
Oggi è un villaggio che sembra mantenere un un equilibrio precario e contemporaneamente solido, grazie all’architettura medievale e una natura che tenta costantemente di riprendersi i propri spazi. Entrando nel perimetro urbano, si avverte immediatamente un’atmosfera densa, in cui il silenzio si fonde soltanto con il rintocco delle campane e con il fruscio del vento tra le feritoie delle mura.
Indice
Cosa vedere ad Altino
Ad Altino non c’è niente che si offre in modo plateale, e forse è proprio questa una delle sue più grandi forze: il tessuto urbano va vissuto con calma e attenzione, attraversano passaggi angusti e piazze minuscole che conservano intatta la memoria collettiva di una comunità legata alla sua terra.
Chiesa di Santa Maria del Popolo
Alzando lo sguardo verso il punto più alto del nucleo abitato, è impossibile non notare la Chiesa di Santa Maria del Popolo, fulcro urbano e simbolico del paese che si mostra con una facciata sobria. Di primo impatto, quindi, si potrebbe fare l’errore di passare oltre. Ecco, non fatelo, perché le sue mura nascondo un interno ricco di suggestioni.
Qui risaltano altari barocchi in legno dorato che brillano quando la luce pomeridiana filtra dalle alte finestre laterali, così come decorazioni tramite cui si percepisce la devozione popolare che ha sostenuto il restauro di questi spazi dopo i terremoti (e non solo) che hanno scosso la regione in epoche passate.
Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Molto bella è anche la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, edificio raccolto e misurato che però è la culla di una tavola lignea del Trecento raffigurante la Vergine (attribuita a scuola locale). Un altro dipinto, collocato sopra l’altare, rappresenta la Vergine del Rosario insieme a santi domenicani.
Palazzo Sirolli e Villa Di Lallo
Passo dopo passo, lungo l’asse principale si incontrano residenze nobiliari che un tempo ospitavano le famiglie più influenti della zona. Palazzo Sirolli (o Pulieri) colpisce per la maestosità del suo ingresso e per la solidità delle mura perimetrali, progettate per resistere sia alle intemperie che a eventuali assedi.
Villa Di Lallo, detta la Silvestrina, mostra elementi tardo settecenteschi con affacci aperti sulla campagna.
Chiesa di San Rocco
Degna di nota è anche la Chiesa di San Rocco, edificio a pianta a croce greca costruito tra XV e XVI secolo fuori dalla cinta muraria. La posizione segnava un punto di protezione simbolica durante epidemie e carestie. L’architettura, seppur semplice, rafforza il valore devozionale.
Museo del Peperone Dolce di Altino
Il Museo del Peperone Dolce di Altino è un tappa da fare assolutamente perché racconta un prodotto agricolo preziosissimo, tanto da essere definito Oro Rosso. Allestito all’interno di Palazzo Rossetti, eleva attraverso utensili, fotografie, pannelli e testimonianze orali questa gustosa pianta, chiamata in loco peperone a cocce capammonte (oggi Presidio Slow Food).
Cosa fare ad Altino
Lo si comprende non appena ci si mette piede: Altino invita a esperienze attive che legano il visitatore al ritmo locale, tra festival vivaci e percorsi naturalistici che esaltano i sensi con aromi speziati e viste ampie. Tra le migliori attività da fare:
- Escursioni nella Riserva Naturale Regionale Lago di Serranella: è una delle zone umide più importanti dell’Abruzzo interno. Ospita avifauna migratoria lungo la rotta adriatica e il centro visite WWF organizza percorsi guidati, osservatori faunistici, orto botanico e sentieri attrezzati tra acqua e canneti.
- Celebrare l’Oro Rosso locale durante il festival dedicato: sì, parliamo del Peperone Dolce di Altino, la cui “cerimonia” avviene in agosto, tra contrade in gara, piatti rituali, forni accesi e vicoli colmi di voci serali.
- Esplorare le pendici del Monte Pallano: a pochissima distanza dall’abitato si estende un’area archeologica e naturalistica di immenso valore. Le Mura Megalitiche, possenti blocchi di pietra incastrati a secco dai popoli italici oltre 2.000 anni fa, delimitano un insediamento che sfugge a facili classificazioni cronologiche.
- Degustare i vini delle cantine vicine: la fascia collinare che degrada verso il mare risulta ideale per la coltivazione del Montepulciano d’Abruzzo e del Trebbiano. Molte aziende agricole situate a pochi minuti dal centro aprono le porte per sessioni di assaggio dirette.
- Partecipare alle feste religiose: dalla Madonna delle Grazie a maggio fino ai santi Cosma e Damiano a settembre, momenti che tengono insieme comunità e territorio.
Come arrivare
Non è affatto complesso raggiungere Altino, perché basta guidare sulla strada provinciale che collega la Valle del Sangro con l’entroterra chietino. Occorrono appena 15 chilometri di percorrenza rettilinea, dopi i quali si incontra il bivio segnalato che invita a salire verso sinistra. La carreggiata, da questo momento, inizia a inerpicarsi con tornanti dolci che offrono scorci progressivi sul fiume sottostante.
Chi invece giunge dalle zone interne, come il Molise o l’Alto Sangro, deve imboccare la stessa statale procedendo verso la costa, svoltando poi per la salita finale che conduce direttamente all’ingresso del borgo.
In caso di preferenza per i mezzi pubblici, la staziono ferroviarie più vicine sono quelle di Fossacesia e Lanciano. Nonostante ciò, il mezzo proprio è la soluzione migliore per gestire gli spostamenti in autonomia e godere delle fermate improvvise lungo le strade secondarie.