Vacanze alternative e low cost: mai sentito parlare del “wwoof”?

Turismo responsabile con un’esperienza a stretto contatto con la vita rurale: chi sono i "wwoofer"

Condividere la quotidianità rurale alla ricerca di stili di vita in armonia con la natura: questo è il principio fondamentale di Wwoof, un movimento mondiale che mette in relazione volontari e progetti rurali naturali, promuovendo esperienze educative e culturali basate su uno scambio di fiducia senza scopo di lucro. Obiettivo: contribuire a costruire una comunità globale sostenibile.

Volontari più o meno giovani e sensibili alle tematiche ambientali hanno così la possibilità di viaggiare in tutto il mondo, a basso costo e in modo eco-friendly, ottenendo vitto e alloggio in aziende biologiche e biodinamiche, in cambio di alcune ore di lavori agricoli quotidiani. Wwoof è infatti l’acronimo di “World wide opportunities in organic farms”, traducibile in italiano in “opportunità nelle fattorie biologiche di tutto il mondo”.

Questa forma di turismo responsabile è nata in Inghilterra nel 1971, quando la segretaria londinese Sue Coppard, stanca di vivere in città e affascinata dagli ideali dell’agricoltura ecologica, organizzò un weekend lavorativo di prova per quattro persone presso la fattoria biodinamica dell’Emerson College, nel Sussex.

Un esperimento di grande successo, replicato, esteso e destinato a dar vita a una vera organizzazione per far incontrare le esigenze degli ospitanti (“host”) con quelle dei viaggiatori volontari (“wwoofer”).

Nella lista italiana di Wwoof sono incluse aziende agricole di piccole e medie dimensioni, biologiche e biodinamiche in tutte le regioni.

“Mi chiamo Alessandro, ho 27 anni e da solo ho creato questa piccola fattoria autosufficiente. Come location ho scelto la Basilicata, in particolare una località in collina con buona esposizione al sole ma soprattutto con buona terra da coltivare” scrive uno dei soci italiani di Wwoof. E ancora nelle Marche “Siamo una coppia di circa 50 anni, non siamo vegani ma mangiamo molte verdure. In genere si mangia insieme. Mettiamo a disposizione dei wwoofer una stanza autonoma. La nostra filosofia è di voler ricostruire il tipico ambiente contadino, per valorizzare il rapporto dell`individuo con la ruralità in tutti gli aspetti”. È un siciliano infine a scrivere che la sua “è una piccola azienda agricola sita sull’Etna, nel borgo di Puntalazzo a 700 metri di altitudine, composta da alcuni fabbricati in pietra lavica circondati da circa 4 ettari di terreno terrazzato, nel quale coltivo, con metodo biologico e nel rispetto della biodiversità, uva da mosto, ciliegie, nocciole e olive”.

Chi si associa, oltre alla copertura assicurativa, può vivere delle proprie coltivazioni. Oltre, infatti, a chi coltiva semplicemente gli ortaggi, c’è chi vive dei propri prodotti. Quello che più contraddistingue l’organizzazione è il fatto che i nuovi soci non devono essere esperti del settore. Al contrario.

Nessuno si aspetta la conoscenza dei lavori agricoli al momento dell’arrivo. È invece importante il desiderio di imparare e la collaborazione per tutte le attività. Assieme alla capacità di adattarsi e alla curiosità che stimola a migliorare. Non vi è venuta voglia di mollare tutto e di partire subito?

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