Viaggio a Kuching, la città ossessionata dai gatti

La capitale del Sarawak, nel Borneo malese, è conosciuta come la “città dei gatti”. Parliamo di una vera e propria ossessione, racchiusa già nel nome

Nessun altro luogo in Malesia vanta una storia più insolita e affascinante di Kuching, la capitale del Sarawak, conosciuta come la “città dei gatti”. Parliamo di una vera e propria ossessione, racchiusa già nel nome: la parola ‘kucing’, infatti, significa ‘gatto’ nella lingua malese.

Stando a una leggenda, quando l’avventuriero inglese James Brooke, il primo Rajah bianco del regno di Sarawak arrivò a Kuching intorno al 1839 e chiese a un abitante del posto come si chiamasse l’insediamento, questi pensò erroneamente che stesse indicando un gatto di passaggio.

Altri, invece, sostengono che questa incantevole città abbia preso il nome dagli alberi che una volta crescevano in tutta l’area, dai piccoli frutti chiamati “mata kucing” (letteralmente “occhio di gatto”), simili ai litchi. Secondo un’ultima teoria, il nome insolito sarebbe stato scelto quando i residenti scoprirono i gatti dalla coda corta che vivevano lungo le rive del fiume Sarawak che attraversa la capitale.

Ciò che è certo è che i gatti sono oggetto di venerazione fin dai tempi remoti, poiché nella cultura malesiana sono portatori di buoni auspici, basti pensare che in Malesia c’è anche un hotel a 5 stelle a loro dedicato. Così a Kuching è facile imbattersi in statue raffiguranti giganteschi mici bianchi dagli occhi blu che salutano con una zampa alzata, situate davanti ai suoi edifici iconici, sul lungofiume o nei parchi pubblici.

Un culto sublimato nel Cat Museum, senza dubbio il posto migliore della capitale del Sarawak per imparare tutto sui felini e sulla loro relazione con questa città del Borneo malese, una parte del mondo più comunemente associata agli oranghi.

Fondato nel 1993, copre un’area di 1,035.9 mq di proprietà del Nord Kuching City Hall e raccoglie una collezione incredibile, e anche un po’ kitsch, dedicata ai gatti, costituita da oltre 2.000 manufatti provenienti da ogni parte del pianeta, tra sculture e statue, dipinti, fotografie, oggetti in porcellana, vetro e legno, ed esemplari mummificati dell’antico Egitto. Si può, inoltre ammirare, il Felis Badia o gatto dorato del Borneo, il più raro del mondo, qui imbalsamato e ospitato in una grande teca che riproduce il suo ambiente naturale.

I riferimenti ai famosi amici a quattro zampe sono davvero ovunque, dall’I-Cats – International College of Advanced Technology Sarawak alla stazione radio locale “Cats FM”, c’è un gatto dorato impresso sullo stemma della città e, ovviamente, non mancano i “cat café”, sbarcati anche in Italia, luoghi creati con l’intento di offrire ai mici uno spazio in cui vivere ed essere coccolati dai clienti. Di sicuro una meta imperdibile per tutti i gattofili.

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