A 5.000 metri, dove l’aria si fa sottile

Un viaggio inizia mesi prima, quando decidi la meta

Himalaya, Ladakh: ventiquattro giorni di viaggio in una natura emozionante e selvaggia. Un viaggio esplorativo tra vette che superano i 7.000 m., da cui scendono ghiacciai impressionanti, e lungo laghi dai colori meravigliosi, più un affascinante e lungo trekking. Il tutto tra monasteri dal glorioso passato. Questo il mio programma per questa estate.

La regione del Ladakh, nell’estremo Nord Ovest dell’India, è racchiusa tra le catene montuose del Karakorum e dell’Himalaya, delimitata a Nord dalla Cina (Tibet) e a Ovest dal Pakistan. Il viaggio si articolerà su tre momenti differenti: in jeep lungo la valle dei ghiacciai, per portarsi alla partenza del cammino, il trekking attraverso i monti dello Zanskar e la visita al Pangong Lake.

Il viaggio accosterà il mondo tibetano dei villaggi di montagna. La regione dello Zanskar risulta ancora poco segnata dal turismo perché raggiungibile solo tramite una lunga strada sterrata chiusa parte dell’anno per la neve.

I sentieri attraversano un’area ancora intatta di valli, pascoli, picchi e malghe e vengono percorsi, da tempo immemore, a piedi o coi cavalli dalle genti del luogo. In questi alpeggio vivono montanari e agricoltori che passano gran parte della loro vita in completo isolamento senza alcuna possibilità di contatto con il resto del mondo.

Chiuderò il viaggio con tre giorni al lago Pangong Tso, in parte condiviso con la vicina Cina. Lungo più di 200 km offre uno spettacolo incredibile di sfumature di blu che interagiscono con i mille colori delle montagne circostanti.

A 5.000 metri, dove l’aria si fa sottile