Viaggio in Mongolia fai da te

Viaggiare da soli nella terra dei nomadi anche per donne di tutte le età

Vi ho raccontato che anni fa ho percorso la Transiberiana in solitaria, un’esperienza sicuramente unica e ricca di emozioni. Il mio viaggio è stato costruito sin dall’inizio per permettermi di restare in Mongolia un tempo abbastanza sufficiente per poterla esplorare e viverne l’essenza. Certo, è un paese enorme e non molto facile da visitare, io ho scelto di trascorrerci 21 giorni perché volevo avere la possibilità di organizzarmi i tour in jeep in tranquillità.

La maggior parte delle persone che arriva ad Ulaanbatar trascorre un paio di giorni nella capitale, una notte, massimo 2 in una gher, ossia una tenda tipica tonda, poco fuori dalla capitale e ritorna correndo agli hotel in muratura con bagno e acqua calda. Il mio suggerimento è di mettersi in gioco qualche giorno di più, visitare un paese come la Mongolia, ossia l’unico al mondo in cui quasi la totalità delle persone è ancora nomade, vuol dire cercare di vedere il mondo almeno un po’ dal loro punto di vista. Per tutti noi che amiamo organizzare i viaggi in autonomia sappiamo che l’on-the-road è in molte circostanze la soluzione migliore per sentirsi liberi di vedere un paese con i propri limiti, ma in Mongolia non si può fare, ci sono pochissime strade asfaltata e risulterebbe davvero pericoloso guidare autonomamente da soli, quello che solitamente si fa è affidarsi ad una guida con una jeep che si occupa anche del cibo e di organizzare i pernotti nelle gher dei locali o in tenda.

Come si organizza un viaggio in Mongolia

Se avete dei giorni a disposizione molto limitati o preferite sapere in anticipo come saranno organizzate le vostre giornate, vi suggerisco di affidarvi ad un tour operator già dall’Italia, in modo da non avere sorprese una volta arrivati e non dovrete preoccuparvi di organizzare.

Se invece avete uno spirito più avventuroso il mio consiglio è studiare prima il paese, anche con una semplice lettura di una guida per capire quali sono i luoghi che davvero vorreste visitare, poi chiedete nel luogo dove dormite o cercate su Internet una lista dei migliori tour operator locali. Dedicate una giornata ad andare nelle varie agenzie, chiedere preventivi, condizioni, itinerari e date di partenza, in modo da poter scegliere l’itinerario che più si sposa con le vostre esigenze.

Io ero da sola quindi ho dovuto aspettare un paio di giorni che si formasse un gruppetto minimo per partire, ma non è stato difficile, dopo 2 giorni nella capitale ero in partenza.

Cosa portare per un viaggio in Mongolia:

Per me la Mongolia si fa zaino in spalla, è molto più comodo e dovete dedicare un po’ di tempo all’organizzazione di quello che vi servirà, perché dormirete sempre in tenda e il clima può oscillare tra freddissimo e caldissimo del deserto. Un consiglio che mi ha dato una mia amica prima di partire, che sicuramente mi ha aiutato, è stato di comprare un materassino gonfiabile da campeggio, perché in Mongolia si dorme sul legno ed effettivamente per diversi giorni può essere al quanto doloroso. I sacchi a pelo li potete anche affittare in loco, se preferite, ma il sacco lenzuolo è fondamentale per l’igiene.

Portate abiti tecnici, maglie termiche, pantaloni sottili e nel caso un intimo tecnico, pile, giacca a vento molto pesante, una sciarpa leggera che possa aiutarvi con la sabbia del deserto del Gobi. Pensiate di vestirvi a cipolla nella maggior parte dei momenti, ma considerate che di notte fa davvero molto freddo. Scarpe da trekking buone, meglio se alte alla caviglia sono la scelta migliore. Asciugamani in microfibra e beauty case da viaggio sono fondamentali, la maggior parte delle giornate vi laverete nei fiumi o raramente in bagni pubblici, portatevi anche una confezione di salviette umidificate. Una delle cose che potrebbe risultare più difficile è la poca varietà di cibo che incontrerete durante i giorni in jeep, quindi se vi è possibile portate con voi della frutta o magari qualche barretta che vi piace.

Viaggiare da soli in Mongolia come donna:

Come vi raccontavo in Mongolia difficilmente sarete soli perché si ha sempre, o quasi, bisogno di una guida, è un viaggio sicuro, dal punto di vista ” sicurezza femminile” quello che vi potrebbe dare fastidio è l’atteggiamento molto machista di molti uomini, specialmente di guide piuttosto adulte che si ritrovano delle donne sole ed indipendenti. A me ha dato molto fastidio, ma sicuramente non mi sono mai sentita in pericolo.

Suggerimenti per luoghi da vedere in Mongolia:

Ulaanbatar:

la capitale è sicuramente un luogo interessante, ci sono ancora diversi monumenti di influenza sovietica, templi buddisti davvero affascinanti e molti luoghi che marcano ancora tanto la fondamentale presenza dei Gengis Khan nella loro storia. Una giornata piena da dedicare ai monumenti è più che sufficiente.

Il deserto del Gobi:

sicuramente è il posto più richiesto da noi Italiani, è decisamente iconico, perché è ill secondo deserto più grande del mondo. Ha dei paesaggi stupendi, infinite dune di sabbia, canyon, avrete la possibilità di camminare a dorso di cammello e di godervi albe e tramonti da sogno. Tendenzialmente ogni tour del Gobi  dura 7 giorni, è possibile accorciarlo prendendo autonomamente dei trasporti pubblici per poter tornare nella capitale, le tappe sono quasi sempre le stesse.

Si inizia dal Parco Nazionale di Gurvan, fermandosi due notti nella zona di Yolyn An, una in tenda tra le gole che in inverno sono ghiacciate e una in gher, vicino a quelle che vengono chiamate le rupi bianche, poi si entra in quella che è l’attrazione principale del Gobi le Kohngoryn Els, ossia vicino alle iconiche dune, si alloggia 2 notti in gehr, si gode del panorama, si fanno passeggiate, un giorno si arriva alle dune in cammello e un pomeriggio si va alle Singings Dunes a vedere il tramonto, c’è anche chi ci va all’alba. Sono le dune più alte raggiungibili in van, sono alte circa 60 metri, la salita è estenuante, ma il paesaggio da lì sopra è molto meglio di quanto immaginassi. Sappiate che lì vicino c’è la possibilità di fare una doccia calda a pagamento.. approfittatene. Tappa successiva Flaming Cliff, ossia un canyon fiammeggiante dove furono ritrovati i famosi resti di dinosauri della Mongolia. I paesaggi, sono vari tra loro, è l’escursione più facile da organizzare perché quasi tutti i vogliono andare e partono gruppi in continuazione.

Mongolia Centrale e 8 Lakes

Personalmente è la zona che ho più amato, avendo più giorni ho potuto fare entrambi i tour, senza tornare  a UB, anche se capisco che chi debba scegliere solo uno dei due tende a scegliere il Gobi perché è più iconico.

La Mongolia Centrale è la fotografia di come ci immaginiamo la Mongolia, come per noi è in un film o in libro sul Khan.

Si inizia dal parco nazionale del Khogno Khan Uul, una zona molto arida e molto calda. Proseguendo si arriva a Karakorum l’antica capitale fondata da Gengins Khan, anche se ovviamente anche all’epoca alloggiavano in gher. Resta un bellissimo monastero che fu distrutto in epoca socialista e molti dei monaci uccisi o deportati. La capitale fu spostata a UB proprio con l’avvento del comunismo per allontanare il popolo dalla religione. In Mongolia si pratica buddismo tibetano. C’è anche un piccolo museo storico.

Dopo una lunga giornata di macchina si arriva alle cascate di Orkhon Khurkhree dove è possibile fare il bagno. La notte si soggiorna presso una famiglia sulle pendici del fiume Orkhon, per me il posto più bello di tutti. Immaginatevi il fiume leggermente spostato in basso, come in un canyon, sulla sponda in alto, 3 gher, una famiglia di pastori con centinaia di capre e decine di cavalli. Le donne in costume tipico che mungono le cavalle per farci il famoso tè, il calore della stufa nelle gher, i bambini che prendono l’acqua al fiume, insomma niente male. Poi in una bellissima passeggiata lungo il fiume si arriva ad un punto in cui c’è una colata di lava millenaria che rende il pavimento tutto nero, a contrasto con il vede dei pascoli. Il giorno dopo si va a cavallo verso 8 Lakes la passeggiata è qualcosa di meraviglioso, sembra di essere in un film, si pranza lungo un meraviglioso fiume e in serata si arriva nella zona dei laghi, ci si accampa vicino all’acqua e si crolla dal sonno. Questa zona per me è stata molto fredda specialmente di notte in tenda. Tutta la zona dei laghi si esplora solamente a piedi o a cavallo, io l’ho fatta a cavallo per 2 giorni, la lunghezza del viaggio dipende da quanto tempo voi scegliete di rimanerci. Anche se si dorme sempre in tenda, durante il tragitto potrete trovare delle gher dove fare rifornimento per provviste di cibo, ovviamente parliamo sempre di un viaggio piuttosto intenso. Il nostro tour prevedeva una giornata alle Terme di Tsenkher, una serie di campeggi che sfrutta l’acqua termale a 80C. Dopo un viaggio simile è davvero piacevole.

Lago Khovsgol

Uno dei pochi luoghi della Mongolia dove si può arrivare anche con un bus pubblico, in circa 12 ore si può raggiungere la città di Moron, dove è bene procurarsi un permesso per entrare nel Parco Nazionale del Lago Khovsgol. Si può trovare un passaggio per arrivare a Khatgal, l’ultima cittadina (o quasi) sulla sponda del lago e da li fare trekking sulla sponda occidentale, meglio se muniti di tenda e di viveri per l’autosufficienza. Sul lato occidentale ci sono diverse gher che fungono da guest house, quindi è possibile chiedere ospitalità e anche del cibo. Da qui è possibile partire per una spedizione verso la terra degli uomini renna, ma con una guida locale e sono necessari 6 giorni di cammino.

Spero che il mio racconto vi abbia affascinato, la Mongolia è ancora uno dei pochi viaggi realmente avventurosi, richiede uno spirito d’adattamento non da poco e molta curiosità.

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