Viaggiare senza fotografare: una sfida per chi cerca l’emozione pura

Troppo spesso, durante i nostri viaggi, siamo presi dalla smania di immortalare tutto ciò che vediamo. E ci dimentichiamo di vivere i luoghi attraverso tutti i cinque sensi

Fotografare i luoghi dei nostri viaggi significa portarsi a casa la bellezza di un paesaggio, cercare di rivivere un istante indimenticabile assieme a chi ha condiviso con noi un’esperienza magari memorabile: tentare di prolungarla, almeno idealmente, oltre i confini del tempo e dello spazio.

Con l’avvento della fotografia digitale, non abbiamo più i limiti della pellicola che ci costringeva a centellinare gli scatti. Basta il nostro smartphone per scatenarci in una mappatura “a tappeto” delle nostre peregrinazioni vacanziere. Dalle opere d’arte ai piatti che gustiamo al ristorante, dai selfie con la famiglia fino ai mercati delle pulci e alle camere d’albergo: nulla sfugge al nostro obiettivo, tanto che al rientro dalle vacanze ci ritroviamo a dover visionare centinaia di immagini per tentare di ricavarne una selezione ragionevole da conservare… e magari mostrare agli amici senza correre il rischio annoiarli mortalmente.

Forse stiamo esagerando. La smania di fotografare spesso prende il sopravvento rispetto al piacere che dovrebbe scaturire, semplicemente, nell’ammirare un panorama lussureggiante, un borgo medievale arroccato su una montagna, un gioco fra bambini in una città lontana.

Forse per paura di perdere l’attimo o, addirittura, per l’impellente desiderio di “condividere” la nostra esperienza sui social adottiamo una sorta di riflesso condizionato che ci fa estrarre automaticamente lo smartphone e scattare, scattare, scattare…

Probabilmente dovremmo fare un passo indietro e provare, almeno una volta, a fare un esperimento: concederci un viaggio imponendoci di lasciare macchina fotografica e smartphone in fondina e cercando di assaporare le esperienze nel qui ed ora. Non soltanto attraverso la vista, ma anche con gli altri sensi. Viaggiare significa infatti entrare in contatto con profumi, sapori, suoni, sensazioni tattili. Spesso ce ne dimentichiamo, condizionati come siamo dalla nostra cultura che concede all’immagine un posto di incontrastata supremazia.

Ma ci sono esperienze davvero da brividi che non passano dagli occhi: farsi coinvolgere dall’aroma di spezie in un mercato indiano, ascoltare la preghiera di un muezzin, gustare un frutto tropicale appena colto, passeggiare a piedi nudi su una spiaggia. Tu chiamale emozioni, si potrebbe dire, che non possono essere racchiuse in un’immagine e che vanno semplicemente vissute: resteranno nella nostra memoria per sempre, più di mille fotografie.

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