Tassa di soggiorno: croce e delizia del turista

Sempre più località scelgono di applicare un'imposta turistica: scopriamo diritti e doveri del viaggiatore

A partire dal 2009, in concomitanza con una maggiore autonomia conferita agli enti locali, molti comuni italiani hanno inserito nei loro regolamenti la voce “tassa di soggiorno“: si tratta, in effetti, di un corrispettivo (identificato sotto forma di costo fisso o percentuale) che il turista versa in loco e in contanti, nella maggior parte dei casi commisurato alla durata del proprio soggiorno e alla categoria della struttura ricettiva nella quale pernotta. Ogni località stabilisce, nei limiti consentiti, entità dell’importo, frequenza ed eventuali esenzioni (considerando classi di età, residenza, e presenza di ospiti diversamente abili).

La dinamica legata al concetto di tassa di soggiorno è molto semplice: i comuni richiedono il pagamento di un’imposta turistica, i cui proventi saranno poi reinvestiti nei servizi, nella manutenzione del decoro urbano, nell’organizzazione di eventi e nelle attività legate alla sfera turistica. Dopo alcune resistenze iniziali, anche i viaggiatori hanno accettato questa nuova pratica come ulteriore occasione per alimentare positivamente quel circolo virtuoso posto alla base del successo di una località turistica di eccellenza, in Italia e nel mondo.

Il turista paga l’importo previsto, relativo alla tassa di soggiorno, in loco: ciò vale a dire che, una volta effettuata una prenotazione presso una struttura ricettiva (online, telefonicamente, via fax), anche qualora quest’ultima richieda il prepagamento dell’intero soggiorno, l’ospite sarà tenuto a corrispondere la cifra all’arrivo e in contanti. L’importo varia a seconda della tipologia e della categorie: chiaramente, sarà più elevato per gli hotel 5*, o in generale per le strutture di lusso, e più basso per quelle di categoria inferiore. Tra le esenzioni più applicate ritroviamo quelle relative ai bambini (generalmente, i minori di 10 anni non pagano, mentre alcune località prevedono il pagamento a partire dalla maggiore età), ai residenti del comune dove si soggiorna e ai diversamente abili.

La tassa di soggiorno viene calcolata a persona e sulla base dei singoli pernottamenti: è spesso stabilito un massimo di notti per le quali è necessario pagare l’imposta. Una volta saldato l’importo in loco, al turista viene rilasciata una ricevuta con tutti i dettagli del pagamento: qualora egli decidesse, per qualsiasi ragione, di non corrispondere la somma dovuta, dovrà compilare un modulo con tutti i suoi dati, dove motiverà la sua decisione, solleverà l’albergatore da ogni responsabilità e si renderà disponibile a essere ricontattato direttamente dalle autorità competenti.

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