Quanto dobbiamo viaggiare per essere felici?

Non è indispensabile essere straricchi e avere un mare di tempo libero per girare il mondo. Basta volerlo ed organizzarsi in anticipo

Siete appena tornati da un lungo viaggio e vorreste ripartire all’istante per chissà quale altra meta esotica; vi perdete sognanti davanti alle vetrine delle agenzie di viaggio; la vostra libreria è strapiena di guide turistiche… C’è poco da dire: siete degli inguaribili giramondo e, se non ci fosse lavoro famiglia eccetera eccetera, passereste buona parte dell’anno a zonzo per i cinque continenti.

Ma visto che non tutti possono vivere facendo i travel blogger, alla fine di ogni viaggio vi vedete costretti a ridimensionare le vostre ambizioni. Così andate di fantasia vagheggiando il prossimo tour che vi concederete magari a Natale o a Pasqua. Così, appena tornati dalle vacanze, disfate le valigie e nel giro di un paio di giorni avete già prenotato un volo low cost per quella capitale che non avete mai visitato.

Pensare al prossimo viaggio vi tranquillizza, iniziate già a pregustarvelo, prenotate con largo anticipo il B&B più romantico e scaricate paginate di informazioni dal web. Ma quanti viaggi dovreste fare ogni anno per essere felici? Bella domanda, ma dalla risposta complicata. Vanno infatti tenuti in considerazione diversi fattori.

In primis i soldi a disposizione. E’ vero, viaggiare costa. Ma dipende da come lo si fa. Oggi grazie ad app e portali che mettono a confronto le tariffe, ci sono molti modi per risparmiare sui voli, gli hotel, il noleggio auto. Senza considerare formule di ospitalità sempre più diffuse come lo “scambio casa”. Tutto questo rende le vacanze itineranti, anche dall’altra parte del mondo, molto più accessibili di un tempo.

Anche la scusa “ho troppe poche ferie” regge fino a un certo punto. E’ vero che i periodi non lavorativi sono limitati, ma dipende sempre dalle scelte che si fanno. Trascorrere le tre settimane in riviera sotto l’ombrellone può essere un’opzione rispettabile, ma poi non ci si deve lamentare di non avere il tempo per andare in giro per il mondo..

Probabilmente durante l’estate e le festività natalizie è possibile mettere insieme abbastanza giorni per organizzare un viaggio anche fuori dall’Europa. E se scorrete il calendario scolastico, le possibilità di organizzare diversi weekend lunghi non mancano, fra il ponte dell’Immacolata, Pasqua e Festa della Liberazione, della Repubblica e dei Lavoratori.

Gli incastri possibili si possono trovare, basta volerlo, basta dare priorità a questo rispetto ad altre istanze che sicuramente premeranno per restare a casuccia: la tinteggiatura del soggiorno che “non si può più rimandare”, il torneo di calcio di nostro figlio organizzato (naturalmente) durante il ponte o semplicemente il suadente richiamo del divano.

Se resisterete a tutto questo, potrete tranquillamente pianificare un anno denso di viaggi ed emozioni. Potreste ipotizzare un paio di tour più impegnativi (magari uno d’estate e uno a Natale) e una serie di “viaggetti” magari in Europa che spezzino la monotonia della routine.

Un modo per dare continuità all’esperienza del viaggio nel corso dell’anno può essere identificare le persone in compagnia delle quali vogliamo condividere questa esperienza, con una certa costanza. Per esempio organizzare almeno una volta all’anno un weekend lungo con i nostri tre migliori a amici (o amiche), dedicare un tempo alla cultura e all’arte visitando i musei di una città italiana assieme ai nostri anziani genitori, o regalarci un romantico weekend senza figli con il nostro partner.

Se fissiamo queste priorità, i nostri viaggi assumeranno la forma di piacevoli rituali che renderanno la nostra vita sempre più ricca di stimoli e di incontri.

Quanto dobbiamo viaggiare per essere felici?