Quando volare è uno stress

Vicini fastidiosi, famiglie con bambini e animali a bordo: quando il viaggio aereo diventa un incubo

Si parte! Già sogni di crogiolarti su qualche spiaggia dei Caraibi e un sorriso di beatitudine anticipata illumina il tuo volto? Aspetta, ci devi prima arrivare… Sarà lo spazio ridotto a disposizione, l’eccitazione del volo o l’effetto dell’altitudine, sta di fatto che in aereo viene subito in mente una frase di Sartre: “L’inferno sono gli altri”. Citazione colta? Macché, semplice verità. Perché ci sonoi vari modi per rompere i cabasisi durante il volo, per dirla alla Montalbano. Troppi.

Tra i passeggeri c’è sempre un appassionato animalista che non resiste alla tentazione di liberare il piccolo fedele amico peloso, magari nascondendolo in una tasca o in un piccola borsa. E quando viene pizzicato “con il cane nel sacco” adduce sempre alla straordinaria educazione, discrezione e pulizia della sua inseparabile bestiola. Eppure le norme del trasporto aereo sono chiare in proposito: il cane può viaggiare con il suo padrone in cabina ma deve deve rimanere nella sua gabbietta. A contendersi la palma del fastidio in volo c’è un altro comportamento particolarmente odioso. Ci sono viaggiatori che entrando nell’aeromobile si disfano del proprio bagaglio a mano inserendolo nel primo vano disponibile, per poi precipitarsi ai loro posti nella parte posteriore dell’aereo. Non importa minimamente se il trolley a sua volta mette in difficoltà il passeggero che siede lì vicino e che non trova spazio per il suo. Una volta atterrati il passeggero può uscire subito perché il suo bagaglio è vicino all’uscita. Inutile dire che l’equipaggio prova un particolare piacere nell’inviare la valigia non identificato al deposito, adducendo motivi di sicurezza.

Tra le molestie Doc c’è il bagaglio a mano così stipato di oggetti da pesare su per gù come un carrello (pieno) della spesa. Niente di male se non fosse che per metterlo nel vano sopra i sedili c’è bisogno di una gru o in mancanza di meglio dei muscoli dell’hostess di turno o del malcapitato che non osa dire di no. Questo naturalmente non accade nei voli low cost, che prevedono un limite severissimo di peso. Ad animare la monotonia del viaggio ci pensa quella coppia (ce n’è sempre almeno una su ogni volo) che puntualmente si dimentica di avere dei bambini sull’aereo, mentre la prole scorrazza su e giù per l’aereo come si trattasse di una specie di Gardaland volante. Il tutto sotto lo sguardo impazientito dei vicini che sperano nell’intervento risolutorio del personale di volo. E siccome l’hostess non ha abbastanzada fare la si disturba anche per chiederle un pannolino, un po’ di latte in polvere, un Lego o magari la batteria per il Game Boy. Come se il velivolo fosse la sala d’attesa di un pediatra.

Per non parlare di quando si ha la sfortuna di capitare di fianco a un passeggero molesto. Uno che vuole a tutti i costi attaccare bottone, canticchia le canzoni che sta ascoltando in cuffia, parla rumorosamente con l’amico che sta seduto una fila avanti. O magari alza il gomito, oppure mangia rumorosamente. O ancora, emana un odore tutt’altro che gradevole. Meglio provare a dormire. Ma proprio quando si sta per prendere sonno si viene scossi da una ginocchiata proveniente dal retro del nostro schienale o da una repentina invasione di campo da arti vari accompagnati spesso da qualche chilo di troppo. Ad accompagnarci per buona parte del viaggio c’è anche il vicino che russa rumorosamente, completamente insensibile a turbolenze e vuoti d’arie. Mentre tu stai lì, col cuore in gola a consolarti con le statistiche che dicono che l’aereo è il mezzo più sicuro.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Quando volare è uno stress