Nel paradiso della Lapponia, magia bianca

Tra Svezia e Finlandia, Haparanda-Tornio sono la porta d'accesso alla Lapponia meridionale

La prima cosa che si fa quando si arriva in Lapponia d’inverno è scaricare la app dell’aurora boreale. Indica la percentuale di possibilità che si ha di avvistarla. È l’obiettivo numero uno di chi organizza un viaggio nel Nord Europa in questa stagione e che, tra un’attività e l’altra, controlla l'”aurora forecast” (le previsioni) per la serata. Ma non è detto che si abbia la fortuna di vederla, specie se c’è la luna piena e il cielo è molto luminoso. L’aurora, dicono chi vive da queste parti, c’è sempre, ma a volte non è visibile a occhio nudo. Capita, quindi, di tornare a casa senza averla vista. Ma ciò non significa tornare delusi da un viaggio in Lapponia.

Una delle prime cose che s’impara è che, nonostante le ore di luce nella stagione invernale siano poche, la neve che permane per mesi riesce a illuminare tutto. E non se ne sente poi la mancanza.

In ogni caso, il periodo migliore per andarci è verso la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, quando le giornate si allungano – c’è sole dalla mattina presto fino almeno alle 18-18.30 – e le temperature si fanno più sopportabili (zero gradi o poco più), in modo da potersi godere il paesaggio e poter fare tutte le incredibili attività sulla neve e sul ghiaccio che solo qui si possono fare.

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Haparanda-Tornio d’inverno

Inoltre, non è necessario andare molto a Nord per visitare la Lapponia. La Lapponia, sia svedese sia finlandese, inizia dal Golfo di Botnia, la parte settentrionale del Mar Baltico – sul quale si può camminare quando il ghiaccio è spesso almeno un metro, ed è un’esperienza decisamente insolita, anche un po’ da brividi – e soprattutto si può salire su una nave rompighiaccio. La zona di confine tra le città di Haparanda (in Svezia) e Tornio (in Finlandia) sono i punti di partenza per scoprire un paesaggio bianco, fatto di boschi di pini e betulle, di fiumi e corsi d’acqua – i due Paesi sono separati dal fiume Tornio (o Torne) – di case di legno rosse (principalmente) e di saune, di renne e di Husky. Tutto ciò che ci si aspetta da un’esperienza lappone.

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Una nave rompighiaccio nel Mar Baltico

Husky e renne: gli animali della Lapponia

Lapponia=Babbo Natale=renne. E qui, naturalmente, ci sono. A pochi chilometri da Haparanda, sull’isola Seskarö, la più grande e più abitata dell’arcipelago di Haparanda, Kim Innala fa salire gli ospiti a bordo dello “snow train” trainato da una motoslitta, attraversa il mare ghiacciato e li conduce nel bosco dove lui e gli altri allevatori di renne della comunità sami di Liehittäjä le fanno svernare, prima di portarle al pascolo estivo. Incontrarle è un’emozione, nutrirle anche. Essere accerchiati da decine di renne affamate non deve spaventare, sono estremamente docili, basta stare alla larga dalle loro corna. Sull’isola vivono anche alcune alci, che si possono avvistare, con un po’ di fortuna, addentrandosi nel bosco.

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Le renne sull’isola Seskarö in Svezia

Per salire sulla slitta trainata dagli Husky, si attraversa il confine e si arriva in Finlandia, all’Old Pine Husky Lodge, di proprietà dell’italiano Alessandro Maccari, che vive in questo Paese da 25 anni. Venuto per lavorare alla Nokia, non se n’è più andato. Ha rilevato qualche anno fa un antico villaggio sorto lungo la strada che un tempo collegava Stoccolma a San Pietroburgo, detta “strada dell’alcool” perché da qui passava il “pirto” che era alcool puro. Il lodge era un punto di sosta e di ristoro per gli antichi commercianti che passavano da qui. Ancora oggi, l’abitato più vicino si trova a 35 km di distanza. Negli anni, gli edifici di legno furono usati per diversi scopi, anche religiosi, tanto che fu eretta una piccola chiesa di legno, finché Alessandro non decise di aprire una sorta di albergo diffuso e di organizzare attività turistiche (c’è persino una pizzeria in mezzo al bosco). L’allevamento di Husky è una delle varie attività offerte, ma ce ne sono tante altre, tra cui la caccia all’aurora boreale.

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Sulla slitta trainata dagli Husky

Si sale sulla slitta in due, uno guida, l’altro si siede dentro e si occupa di scattare foto e fare video. Quando si molla il freno che è bloccato nella neve, gli Husky scalpitanti schizzano come dei fulmini. L’esperienza non dura più di mezz’ora, chi vuole può anche fare un’ora ma tra concentrazione e mani strette strette sulla slitta 30 minuti sono più che sufficienti. Il percorso ad anello si snoda attraverso il bosco innevato, ogni curva è un brivido. Davvero imperdibile.

Attività sul ghiaccio nella Lapponia svedese e finlandese

Tantissime sono le attività che si possono praticare sulla neve e sul ghiaccio della Lapponia svedese e finlandese d’inverno. La più adrenalinica è sicuramente la motoslitta, che si può praticare sul versante finlandese del villaggio di Kukkola, un paese diviso in due dal fiume e dal confine tracciato all’inizio dell’800, quando la Svezia fu costretta a cedere parte del suo territorio (quello che ora è la Finlandia) alla Russia, ma anche su quello svedese. Nordic Safaris, che collabora sia con il Kukkolaforsen su entrambi i vesanti finlandese e svedese sia con l’agriturismo Hulkoffgården che si trova in Svezia, organizza escursioni sul fiume ghiacciato da una parte all’altra del confine guidando verso un’isola in mezzo al fiume che, con la neve e il ghiaccio, non sembra neppure un’isola. L’importante è seguire sempre la scia lasciata dal capofila che sa dove il ghiaccio è più spesso – almeno un metro – evitando di guidare fuoripista.

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Il villaggio di Kukkola sul lato svedese

Per chi preferisce attività meno adrenaliniche, si può fare sci di fondo e passeggiare tra i boschi e sul fiume ghiacciato fino ad arrivare alle rapide che non si gelano mai. D’estate, qui, si pratica la pesca al salmone ed è una delle attività più rappresentative della zona. Ma a pesca si può andare anche d’inverno. Miki, il responsabile di Nordic Safaris, spiega come fare un buco nel ghiaccio con una trivella a mano finché non si trova l’acqua. Poi, con una piccola canna da pesca ci si siede ad aspettare e ci si scalda con la vodka (che conviene comprare in Svezia dove è meno cara). Chi è fortunato e riesce a fare abboccare un pesce all’amo poi può farselo cucinare sulla griglia portatile di Miki.

Sicuramente un’esperienza unica da fare nella Lapponia di Haparanda e Tornio è quella a bordo di una rompighiaccio, una nave appositamente studiata per navigare in mari, laghi o fiumi la cui superficie è coperta di ghiaccio. Questo tipo di imbarcazione veniva impiegata fin dagli inizi dell’esplorazione polare in quanto la particolare forma dello scafo è in grado di aprire lo strato di ghiaccio, e oggi è divenuta anche un’attrazione turistica che si può fare solo nella Lapponia meridionale perché s’affaccia sul Mar Baltico. L’esperienza dura qualche ora e, chi lo desidera, può anche indossare una speciale tuta galleggiante e gettarsi nell’acqua gelata, senza che questa faccia passare una goccia d’acqua e senza rischiare di annegare perché la tuta serve proprio galleggiare.

Saune e case rosse su sfondo bianco

Chi dice Svezia o Finlandia dice sauna. Una volta si nasceva nella sauna. Oggi non è più così, ma fin da piccoli s’impara che fa bene e la si fa almeno due/tre volte alla settimana. Ecco perché in qualunque hotel di qualunque livello sia la sauna non manca mai.

Nell’albergo Cape East, che si trova nel punto più orientale della Svezia, sulla riva del Torne appena fuori dal centro di Haparanda, c’è la sauna più grande al mondo. Non è chiusa, ma divisa su tanti livelli ognuno dei quali ha una temperatura diversa.

Nella parte svedese di Kukkola si trova l’hotel Kukkolaforsen, a gestione familiare, dove ci sono ben 12 saune, tra cui quella a legna, un piccolo museo della sauna e vi ha sede l’Accademia svedese della sauna.

Viaggiare in Lapponia d’inverno, in auto o slitta trainata dagli Husky o motoslitta o anche a piedi, è come attraversare un quadro Naïf. Dall’infinita distesa di neve bianca si stagliano boschi di conifere, case di legno rosse e piccole costruzioni da cui spunta un comignolo: quelle sono le saune. Se vi siete domandati perché spesso le abitazioni da queste parti siano rosse, ecco la spiegazione. Il colore rosso, usato fin dall’antichità, è dovuto a un materiale ferroso che veniva estratto dalle miniere e mescolato all’intonaco. Serviva a proteggere il legno dagli agenti esterni. Si usa ancora oggi e quelle casette di legno sembrano davvero uscite da un libro di fiabe.

Dove c’è il Kukkolaforsen, sulle rive del fiume Tornio, un tempo c’era un antico villaggio di pescatori. Ancora ancora oggi ci sono delle case (rosse) che risalgono alla fine del ‘700, la ghiacciaia, l’affumicatoio (tuttora usato), il mulino, il fienile che ospita il museo della pesca e la torre dell’orologio e le casette che ospitano le stanze e i miniappartamenti dell’hotel, benché nuovi, sono anch’essi di legno rosso.

Haparanda-Tornio, due Paesi una Lapponia

Benché la cittadina di Haparanda sia in Svezia e quella di Tornio in Finlandia, non c’è una vera e propria divisione tra le due e tra i due Paesi (si parla persino una lingua comunque chiamata Meänkieli, “la nostra lingua”, c’è un’unica bandiera con i colori di entrambe le Nazioni e anche un unico sito). Il luogo più iconico – e instagrammabile – si trova a Victoria Square dove un grosso cuore rosso divide il territorio finlandese da quello svedese.

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Il cuore di Victoria Square tra Tornio e Haparanda

Appena si va fuori città, non ci si rende nemmeno conto di trovarsi un Paese piuttosto che in un altro. Qui è tutta Lapponia. Ciò che cambia veramente è il fuso orario che è spostato di un’ora (la Finlandia è un’ora avanti), tanto che al confine il Capodanno si festeggia due volte. Cambia la valuta, perché in Svezia si usa ancora la Corona mentre in Finlandia l’euro. Inoltre, la Finlandia è più costosa e alcuni prodotti è meglio acquistarli in Svezia. Insieme le due città contano all’incirca 32.000 abitanti.

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La città di Haparanda in Svezia

Per il resto, sono due città gemelle, le più settentrionali al mondo (si trovano a circa 100 km a Sud del Circolo Polare Artico). Se Tornio nel 1600 era già una città (e per anni la più ricca di Svezia), non era così per Haparanda che, ai tempi, non era nient’altro che un villaggio, finché la Finlandia non divenne russa e servì come avamposto.

Tra gli edifici più antichi di Haparanda c’è lo Stadshotell, il più antico albergo cittadino nella Lapponia svedese, che un tempo fungeva anche da municipio. Dalle sue camere, dalla sontuosa sala da ballo e dai suoi ristoranti sono passati Capi di Stato, celebrity e spie. Si trova nel centro cittadino. Una curiosità: l’Ikea più a Nord del mondo si trova a 800 metri dall’hotel.

Tornio è un po’ più grande, ha anche un quartiere storico di antiche case di legno dove oggi sono sorti atelier e locali di artigiani. C’è anche il Museo della Valle del Tornio che racconta la storia della città e del territorio e di quando, 10anni fa, da queste parti non c’era nient’altro che ghiaccio. Della presenza russa è rimasto qualche edificio, come l’ex caserma di mattoni rossi che nel 1914 è diventato il Grand Hotel Mustaparta.

Proprio nel 2021 ha festeggiato il 400° anniversario e uno dei ricordi è una grossa scultura d’acciaio che rappresenta un salmone che è divenuto un po’ il simbolo di Tornio.

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Il pesce d’acciaio, nuovo simbolo di Tornio, in Finlandia

Come arrivare nella Lapponia svedese

Haparanda e Tornio sono la porta della Lapponia svedese e finlandese. Haparanda dista un’ora e mezza di auto dalla città di Luleå, raggiungibile in aereo facendo scalo a Stoccolma, mentre Tornio è raggiungibile in mezz’ora dall’aeroporto di Kemi (al momento chiuso per mancanza di voli) facendo scalo ad Helsinki o da quello di Rovaniemi, che dista un’ora e mezza. Ci sono anche collegamenti ferroviari sia da Stoccolma sia da Helsinki.

Una volta arrivati si può noleggiare un’auto, ma per chi non è pratico di guida su neve o ghiaccio (qui la prova viene fatta già alla scuola guida quando si è giovani) il consiglio è quello di affidarsi a un autista locale che è sicuramente più abituato.