Messico, un viaggio on the road

Città coloniali, rovine maya immerse nella giungla e mare caraibico. Un tour dallo Yucatan al Chiapas viaggiando in bus o in macchina

In Messico cultura e natura si fondono: rovine maya ricoperte dalla giungla, spiagge bianche, cucina dai sapori antichi e mare da sogno.
Il modo migliore per visitare il Messico è viaggiare in autobus, magari di prima classe con tutti i comfort, o affittare una macchina. Si può partire da Cancun e recarsi a Chichen Itza, un complesso imponente, diventato ormai molto turistico: le bancarelle affollanno tutte le vie che conducono ai monumenti facendo perdere gran parte dell’atmosfera.
 
Si riparte per Merida, città famosa per la produzione di comode amache. Ogni domenica pomeriggio in estate si svolge una festa con bancarelle, mercato, musica e danze. La città è un ideale punto di partenza per scoprire le rovine di Uxmal, immerse in una fitta vegetazione verdeggiante.

Il viaggio continua passando per Campeche, poco distante dal sito maya di Edzna. Campeche è una cittadina coloniale sul mare che, per difendersi dagli attacchi dei pirati, si dotò di un sistema di fortificazioni, ancora oggi ben conservate.

Spingendosi fino allo stato del Chiapas, si fa tappa a Palenque. E’ suggestivo soggiornare nelle tipiche cabañas senza vetri ma munite solo di zanzariere, ai piedi del Parque Nacional de Palenque, che, insieme alle rovine figura, dal 1987 come Patrimonio dell’Umanità. Il sito di Palenque contiene alcune delle più belle opere di architettura e scultura che i Maya abbiano prodotto. Gran parte del sito è ancora sommersa nella fitta vegetazione e, se si è fortunati, si possono fare incontri eccezionali, come quello con le scimmie urlatrici.

Da Palenque partendo alla volta di San Cristobal de las Casas si passa per la cascata di Misol Ha e per l’indimenticabile Agua Azul, uno spettacolo di salti d’acqua in mezzo alla giungla. San Cristobal de las Casas è una cittadina dalle strade variopinte con una delle migliori produzioni artigianali del Messico (tessuti, ricami, ceramica). Da San Cristobal si parte alla volta del Canyon del Sumidero per ammirare avvoltoi, gazze bianche e grigie, iguane distese sui rami degli alberi e coccodrilli che si scaldano al sole.

Prima di arrivare nella zona più famosa del Messico, la Riviera Maya, c’è un’ultima tappa da non perdere: la biosfera di Calakmul, circa 150 km a est di Chetumal. E’ il parco naturale protetto più grande del Messico dove vivono, giaguari, pavoni selvatici, alcune aquile arpie, serpenti. Quest’incontaminata foresta racchiude una delle scoperte archeologiche più importanti degli ultimi anni: l’omonima città maya di Calakmul.

Finalmente relax sulle spiagge della Riviera Maya: splendida e tranquilla Tulum, in cui è possibile visitare anche le suggestive rovine a picco sul mare, caotica e turistica Playa del Carmen, con discoteche, locali, ristoranti e negozi di souvenir che affollano la Quinta Avenida. Spostandosi di circa 40 km da Playa c’è, però, un piccolo paradiso naturale: Akumal, adatto a coloro che amano la natura, i paesaggi e gli animali. Dal bagnasciuga si possono fotografare e ammirare simpatiche tartarughe marine.

Le meraviglie naturali, oltre a quelle archeologiche, del Messico sono infinite ma c’è qualcosa di davvero unico: i cenotes, grotte di acqua dolce che i Maya consideravano luoghi sacri. I più famosi sono Tres Bocas vicino a Cancun, il Cenote Cristalino, El Jardin de Eden, appena passato Puerto Aventuras e il Gran Cenote, subito fuori Tulum.

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