Una Pompei sepolta in Sardegna: fu distrutta da uno tsunami

La suggestiva scoperta di Ettore Tronci, che ha sorvolato con un drone i siti archeologici della Sardegna

Uno tsunami: un’onda colossale, “s’unda manna” che travolse i nuraghi, vestigia megalitiche di un’antica civiltà sarda risalente all’età del bronzo e poi completamente distrutta, al pari di Pompei.

Ettore Tronci ha manovrato un drone che ha sorvolato i siti archeologici della Sardegna, montagne da cui spuntano i nuraghi, strane pietre lavorate che formano misteriose costruzioni circolari. Le immagini scattate dal drone, raccolte ed esibite in una mostra fino a settembre 2016 a Tuili, “svelano un colossale patrimonio archeologico ignorato, nascosto, trascurato. Fino a quando?”, recita la locandina invito di “S’unda manna, i segreti del campidano”.

Fu il giornalista Sergio Frau a ipotizzare per primo uno tsunami come causa di distruzione della civiltà sarda e delle torri nuragiche, spazzate via e seppellite con fanghi e detriti, insieme alla civiltà che le creò. “Una grande civiltà che sorgeva oltre le Colonne d’Ercole, da riposizionare – secondo Frau – nel Canale di Sicilia. Per Platone dopo quel confine sorgeva l’isola di Atlante, la mitica Atlantide”.

Dopo questo evento catastrofico per la Sardegna cominciarono i secoli bui: una teoria affascinante che fa discutere e divide gli studiosi, dagli archeologi ai geologi, alcuni dei quali sostengono invece che lo stato di abbandono dei megaliti nuragici sia dovuto semplicemente all’incuria del tempo e dell’uomo.

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