Nel cuore delle Isole Marchesi

La Polinesia più selvaggia e incontaminata, dove le antiche tradizioni sono ancora rispettate e il turismo non è ancora di massa

A circa 1500 chilometri di distanza da Tahiti le Isole Marchesi sono vicine all’Equatore, all’estremo nord della Polinesia Francese. La natura, in queste isole, è la protagonista indiscussa. Le isole sono estremamente montagnose e selvagge: la presenza dell’uomo è limitata a pochi gruppi di persone che risiedono stabilmente solo in alcune di esse. L’intero arcipelago è formato da 12 isole di origine vulcanica, ma solamente sei sono abitate.

Le lagune cristalline, le spiagge incantate, l’ospitalità e la gioia di vivere degli abitanti delle isole della Polinesia sono ormai entrati nella leggenda.

 

A seconda della posizione geografica, si suddividono in gruppo nord, composto da Nuku Hiva, Ua Huka e Ua Pou e gruppo sud, composto da Tahuata, Fatu Hiva e le isolette di Hiva Oa. Caratteristica comune alle Marchesi è di avere coste frastagliate e battute dalle correnti e di essere punteggiate da molte baie naturali.

 

Le Marchesi risultano essere l’angolo di cultura più vivo della Polinesia. Noto per la tradizione artiginale, l’arcipelago è famoso per le antiche vestigia rappresentate dai monumentali tiki di Hiva Ora.

 

E’ in queste isole che è nato il tatuaggio, ancora oggi praticato ovunque e, infine, vengono ancora seguiti riti antichi, come le caratteristiche danze polinesiane, il totoko, un combattimento sui trampoli, maka e teka, il tiro al bersaglio rispettivamente con fionda e giavellotto, pehe, una pratica a metà tra una gara e una danza effettuata con una corda, e niu, una sorta di sfida con le trottole.

 

Alcuni artisti hanno scelto queste isole come dimora in cui trascorrere gli ultimi anni della loro vita, proprio come fosse un paradiso in Terra prima ancora di raggiungere il Paradiso ultraterreno. Dal celebre artista Paul Gauguin, che proprio qui dipinse le migliori delle sue tele, al cantautore francese Jacques Brel, scomparso trent’anni fa, detto anche l’homme à l’avion, perché con il suo aereo-taxi portava cibo e oggetti utili agli abitanti delle isole.

Nel cuore delle Isole Marchesi