Freeride che passione

Per fare sci fuoripista occorre conoscere i rischi e i propri limiti

Appassionati di fuori pista? Fatelo, ma con prudenza. Occorre conoscere i rischi, oltre che i propri limiti, munirsi di sonde antivalanga e magari seguire un campo d’esercitazione, per godersi la montagna selvaggia nel modo più sicuro possibile. Una delle mete ideali si trova in Austria: è il meraviglioso ghiacciaio dello Stubai, dove si scia anche in primavera inoltrata, la meta ideale per chi gli sci ai piedi non se li toglierebbe mai. La base è Kitzbühel, una cittadina dall’aspetto fiabesco che unisce il fascino dei tipici borghi di montagna a strutture ricettive turistiche eccellenti: alberghi, bei negozi, ristoranti, caffetterie, discoteche. Ma ecco qualche numero: 170 km di piste preparate, 33 km di skiroute segnalate su tutti i livelli di difficoltà, parchi snowboard, piste di slittino e centinaia di km di piste di fondo e sentieri invernali per camminare. Ce n’è davvero per tutti.

A primavera, con l’aiuto delle funivie e skilift, l’area del Ghiacciaio dello Stubai diventa una grande zona di freeride fuori pista. Gli appassionati possono godere di tutti i servizi dell’area del ghiacciaio, per salire in quota e godere di cime over-3000 metri e di lunghe discese fuori pista. Veri e propri itinerari di scialpinismo, regalano pace, firn (è lo stadio intermedio tra la neve granulare e il ghiaccio glaciale) e adrenalina agli sciatori esperti. Uno dei tracciati più panoramici, riservato agli sciatori accompagnati da un istruttore di sci è la ski-route dell’Amberger Hütte. Ma si può anche salire fino allo Zuckerhütl (Pan di Zucchero) che raggiunge i 3507 metri. Da qui si può seguire la discesa alternativa di 1.800 m di dislivello lungo il Sulzenauferner e la Sulzenauhütte. Oppure ancora, dalla Franz Senn-Hütte 2149m, nella media Stubaital, partono numerosi itinerari scialpinistici. Il rifugio, aperto da febbraio fino a maggio, è un perfetto punto di partenza per varie gite in giornata sulle cime che lo circondano.

Attenzione però: occorre avere prudenza e conoscere i rischi a cui si potrebbe andare incontro. Per intenderci, se sugli impianti campeggiano cartelli a caratteri cubitali che recitano: “Rischio valanghe altissimo”, evitate. Non solo. Crepacci, valanghe, bufere di neve, cambiamenti improvvisi del tempo, ma anche un sole molto forte sono alcuni dei pericolosi ingredienti dello scialpinismo, un’attività che richiede un impegno e un’esperienza da non sottovalutare. Lontano dalle piste segnalate e negli spazi aperti, ogni appassionato della neve è responsabile della propria sicurezza e non deve mettere a repentaglio quella degli altri.

Quando c’è rischio di valanghe le discese fuori pista segnalate vengono chiuse e gli itinerari sciistici non vengono preparati né controllati. Il segnale arancione, esposto nei pannelli panoramici sul ghiacciaio, avverte del rischio. Non ignorateli! Questo vale per lo sci alpinismo ma anche per ciaspole o racchette da neve, sci escursionismo, snowboard e ogni attività in ambiente naturale innevato: dotatevi di un apparecchio di ricerca in valanga (ARVA), ma ovviamente imparate prima a usarlo. Da dicembre 2009 è in funzione al Gamsgarten sul Ghiacciaio dello Stubai una stazione di Pieps Advanced Rescue Training (A.R.T.), uno strumento avanzato per praticare la ricerca vittima con ARVA e sonda, ma anche per valutare la situazione valanghe. Grazie a questa stazione portatile e senza fili è possibile simulare diversi casi di emergenza.

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