Il rifugio di montagna high tech

In Alta Badia nascerà un rifugio-albergo ecosostenibile con vista panoramica sulle Dolomiti. Il prototipo sarà effettivo dal 2010

Sembra una navicella spaziale, invece è un rifugio-albergo. O meglio, lo sarà nel 2010, per il momento è solo un prototipo. E’ stato posizionato sulla cima della Gran Risa, in provincia di Bolzano, a 2100 metri di altitudine, dove di solito si trovano le tipiche baite di legno con tanto di stube. Sì, perché anche la più tradizionale delle località montane, la Val Badia, sta per diventare high tech.

 

La struttura si chiama Alpine Capsule ed è stata creata dal designer industriale Ross Lovegrove su richiesta di uno dei gestori del più famoso rifugio della zona, il Moritzino.

 

La capsula è un tripudio di tecnologie: è sospesa nell’aria grazie a campi elettromagnetici, integra sistemi di sopravvivenza, impiega la tecnologia spaziale, sfrutta energia eolica e solare. La parte esterna ha un trattamento a specchio, in grado di schermare i raggi infrarossi e di confondersi con il paesaggio. L’architettura è sostenibile ed è stata studiata per essere in armonia con la natura.

 

All’interno è molto confortevole. E’ larga 8 m ed è rivestita di vetro così che dall’interno si può guardare il panorama esterno a 360 gradi. Ha un solo letto, anch’esso dalla forma irregolare, e può ospitare due persone. La stanza è divisa in due aree principali: zona soggiorno/notte e il bagno.

 

Nelle vicinanze sono state installate alcune power plant fatte a forma di petali retrattili, in caso di vento forte o nevicate, che servono per rifornire il rifugio di energia. Questo tipo di struttura è adattabile a diversi scenari e non è escluso che non sia replicato in altre zone.

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