Etna, un vulcano di emozioni tra Giro d’Italia e crateri sorprendenti

Il complesso vulcanico più grande d'Europa regala un vero e proprio tesoro agli amanti della natura e delle escursioni

Per il secondo anno consecutivo il Giro d’Italia fa tappa sul Monte Etna. Dopo la frazione del 2017, il 10 maggio la carovana rosa taglierà il traguardo all’Osservatorio Astrofisico di Catania, nel cuore del Parco dell’Etna, primo arrivo in salita del Giro 2018. Ma anche se non siete appassionati di ciclismo, il complesso vulcanico siciliano ha molto da offrire agli amanti della natura e delle escursioni in ogni periodo dell’anno.

Considerato che stiamo parlando del vulcano attivo più alto d’Europa, la visita più affascinante è quella ai Crateri Sommitali, punto nodale dell’attività eruttiva sulla sommità della montagna. Per godere pienamente questo spettacolo, è consigliabile prenotare l’escursione col supporto delle guide alpine, partendo dal Rifugio Sapienza. Durante le fasi di attività dell’Etna, l’accesso a questi crateri è vietato per ordinanza del prefetto. Un altro percorso interessante è quello che porta ai Crateri Silvestri, sul versante Sud nel comune di Nicolosi, formatisi dopo l’eruzione del 1892: servono circa tre ore per compiere l’itinerario tra andata e ritorno.
Sono molte poi le visite guidate prenotabili presso l’Ente Parco dell’Etna per una passeggiata immersi nella natura.

Gli itinerari più frequentati sono il sentiero dei Monti Sartorius e la salita a Monte Zoccolaro. C’è anche il sentiero del Germoplasma, percorribile anche dalle persone affette da disabilità. La più curiosa è comunque quella dal sentiero Schiena dell’asino, che permette di ammirare lo spettacolare catino della Valle del Bove. Un’escursione simile, l’ascesa dal versante Sud, prevede invece un tratto in funivia, arrivando al Rifugio Sapienza, e uno in fuoristrada, dove sono visibili proprio le muraglie di lava della Valle del Bove. Questa zona è stata spesso teatro di eruzioni che, nei casi più gravi, hanno coinvolto anche i paesi vicini.

Proprio i piccoli centri abitati sulla montagna rappresentano un’altra meta interessante. Sul versante Sud troviamo Nicolosi, mentre a Nord ci sono Linguaglossa, Sant’Alfio (con una chiesa monumentale in pietra lavica di origine seicentesca) e scendendo più a Sud il borgo di Milo, sempre risparmiato dalle eruzioni nel corso dei secoli. Immancabile poi una visita a Bronte, centro di produzione del celebre pistacchio.

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