Andar per funghi

Camminare nei boschi alla ricerca di porcini, gallinelle e ovoli

Autunno, tempo di funghi. Non solo in tavola, ma anche pretesto di belle passeggiate all’aria aperta, alla loro ricerca. Perché andar per funghi è divertente e rilassante, e appassiona sempre più italiani. Ma chi si avventura per la prima volta o quasi nei boschi a caccia di gustosi porcini, gallinelle, ovoli, mazze di tamburo o chiodini, è bene che ci vada preparato, almeno con qualche rudimento di base.

Primo comandamento: se trovate una fungaia, non rivelatene a nessuno l’ubicazione. Il vero cercatore di funghi è geloso, gelosissimo del tesoro scovato e non lo rivelerebbe neppure sotto tortura. Di più. Se scendendo a valle incrocia un’altra persona nel bosco, sta ben attento a coprire il contenuto del suo cestino, affinché non si possa capire se è pieno o vuoto e di conseguenza ricavare un indizio sulla buona direzione da seguire. Sì, perché in una zona dove si sono trovati tanti funghi, presto ne ricresceranno altri. E allora tanto vale tornarci di buon mattino qualche giorno dopo, in gran segreto.

Regola numero due: girare con un cestino e mai con un sacchetto di plastica, che toglierebbe loro l’aria. I funghi devono respirare. Terza regola: iniziare le ricerche al mattino presto. Un buon cercatore di funghi mette la sveglia e vuole arrivare nei posti che sta”puntando” per primo, certo che nessuno lo abbia già preceduto (e dunque gli abbia già soffiato il bottino).

Ma l’impresa più ardua è capire quali funghi portare via e quali non vanno bene e devono essere lasciati al loro posto. Bisogna leggere, prepararsi, documentarsi prima di andare. E scegliere solo quelli che sembrano commestibili, da sottoporre poi al controllo degli esperti dell’Ispettorato micologico o della propria Asl.

Mai raccogliere i funghi in modo indiscriminato, ma sempre nel rispetto dell’ambiente, avendo presente che tutti i funghi sono utili; evitare il consumo di funghi in grandi quantità e in pasti ravvicinati, ricordando che i funghi sono sempre un alimento difficile da digerire; evitare il consumo da parte di bambini, donne in gravidanza, persone che soffrono di intolleranze alimentari o disturbi dell’apparato digerente; evitare il consumo di funghi di cui non sia stata identificata con certezza la specie da persone qualificate; infine ricordare che quasi la totalità dei funghi commestibili provocano disturbi, o veri e propri avvelenamenti, se consumati crudi, poco cotti o in quantità eccessive. E ai primi eventuali sintomi di malessere, contattare l’ospedale più vicino e tenere a disposizione eventuali avanzi del pasto e dei funghi consumati, anche per poter fornire indicazioni utili per l’identificazione delle specie fungine consumate e del loro luogo di raccolta. Ogni Regione ha diverse regole per la raccolta, e tesserini di riconoscimento, meglio documentarsi prima di partire.

Un ultimo suggerimento riguarda l’equipaggiamento con cui partire alla loro ricerca. Poiché i boschi possono celare insidie, meglio avventurarvisi con stivaloni di gomma, laccio emostatico (o comunque fasce elastiche alte almeno 7-10 cm), e nel caso si facessero brutti incontri andare subito al primo pronto soccorso. Immediatamente.

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