Cuba, una nuova rivoluzione: ecco perché è il momento di andarci

 

A prima vista a L’Avana non è cambiato nulla: l’intonaco delle antiche case a la Habana Vieja, l’antico centro storico, è ancora scrostato e sul Malecón, il lunghissimo viale che costeggia l’Oceano, accanto a sgangherati carretti sfilano ancora le vecchie e nostalgiche Cadillac dai colori brillanti, immortalate da sempre nelle foto ricordo e nell’immaginario di ogni turista.
In realtà a Cuba in questi giorni si sta compiendo una rivoluzione: la bandiera americana infatti è tornata a sventolare all’Avana, per la prima volta dal 1961. Dopo una Guerra Fredda durata più di 50 anni, Stati Uniti e Cuba hanno intrapreso un percorso di pace e le ambasciate americana e cubana hanno riaperto nelle rispettive capitali.

L’annuncio del presidente americano Barack Obama e del cubano Raul Castro, avvenuto lo scorso dicembre, non è rimasto lettera morta e Il 20 luglio il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodriguez, e altre 500 persone hanno partecipato all’alzabandiera e alla cerimonia tenutasi all’ambasciata cubana a Washington. Per la cerimonia ufficiale di riapertura dell’ambasciata americana all’Avana, invece, si dovrà aspettare agosto, quando Kerry sbarcherà a Cuba.

Se è vero che sono state alleggerite le restrizioni alle imprese americane operative a Cuba e ai cittadini statunitensi in visita nel Paese caraibico, l’embargo economico in parte è ancora in vigore. Nonostante questo le autorità americane hanno dato il via libera ad almeno due compagnie di navigazione per effettuare un servizio traghetti tra Miami e L’Avana, cosa che non accadeva da più di 50 anni. E non è tutto: a partire dal 3 luglio, la compagnia aerea JetBlue, basata a New York, ha inaugurato un collegamento diretto tra la Grande Mela e L’Avana.

Si stima che saranno 20 milioni i nordamericani che potrebbero decidere di passare le vacanze nel piccolo paradiso tropicale, diretti a L’Avana, Santiago, Trinidad e Camagüey, dove 440mila cubani hanno ottenuto le licenze per aprire casas particulares, sorta di bed & breakfast ricavati da abitazioni private ma anche da antichi palazzi e case coloniali, e paladares, case private trasformate in piccoli ristoranti, dove i turisti possono gustare piatti tipici in un’atmosfera familiare.

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