I mille volti del Cairo

Dal tesoro di Tutankhamon alle Piramidi dei faraoni, dalla Sfinge alla Città dei Morti, dalle moschee alle chiese cristiane

Rumore, traffico, caos: ecco cosa colpisce di primo impatto arrivati al Cairo, che spingerebbe subito a scappare. Il Cairo emana, però, un fascino d’altri tempi, indiscutibile e magico. Dall’alto dei minareti risuona la voce dei muezzin che richiamano alla preghiera: la moschea nel cuore della città, Al-Azhar si riempie di fedeli. In questa parte islamica del Cairo si trovano anche la Moschea Mohammed Alì, detta anche Moschea di Alabastro, con i suoi sottilissimi minareti e la grande cupola, la Moschea di Ibn Tulum, il più antico monumento islamico integro ed ancora utilizzato, costruito interamente in fango e legno, e la cittadella, fondata dal condottiero musulmano Saladino, il quale fece costruire le mura e le torri con blocchi di pietra presi dalle Piramidi di Giza.

La piana di Giza, a circa 20 km dal centro del Cairo, è da togliere il fiato. Ospita una tra le più importanti necropoli dell’Antico Egitto. Tre complessi piramidali dedicati alla sepoltura dei re: le piramidi di Cheope, la più grande, Chefren, di cui rimane ancora la punta bianca calcarea, e Micerino. In passato tutte le piramidi erano ricoperte di calcare bianco luminoso e riflettevano la luce del sole. Per tradizione, dopo la morte del faraone, il suo corpo era portato in barca fino al tempio funerario (l’acqua del Nilo arrivava fino a qui), dove veniva imbalsamato prima di essere trasportato lungo la rampa che collegava il tempio alla piramide. È possibile visitare l’interno delle piramidi anche se l’aria può essere pesante e a tratti soffocante, carica di umidità. Ai piedi e a guardia delle Piramidi, c’è la Sfinge, (costruita intorno al 2500 a.C.) con corpo di leone e volto umano. Gli archeologi concordano nel ritenere che la Sfinge sia una raffigurazione di Chefren: il cui corpo leonino è simbolo della regalità e la testa cinta dal nemes (il copricapo dei faraoni), il potere.

Ancora più a sud si trova Saqqara in cui è possibile ammirare un’altra opera architettonica senza eguali: la piramide a gradoni di Djoser, Zoser, costruita da Imhotep, sacerdote e primo architetto della storia. Sempre a Saqqara ci sono due luoghi insoliti: il Serdab, una struttura sul cui fronte sono praticati due fori e guardandovi attraverso si viene a contatto con lo sguardo del re, incastonato nel volto di una statua a grandezza naturale dipinta; e il Serapeo, la misteriosa camera funeraria sotterranea dei tori sacri Api.

Si torna in città per una visita alla parte cristiana, il Cairo Copto, con numerose chiese costruite nell’antica fortezza di Babilonia, come la chiesa detta “La Sospesa“, che riceve il suo nome dalla sua posizione “sospesa” tra due torri romaniche. Da non perdere il Museo Egizio, che vanta la più ricca collezione al mondo di reperti egizi tra cui i preziosi oggetti appartenenti al re Tutankhamon. Infine, c’è un altro luogo ricco di mistero da visitare al Cairo, che richiede, però, la presenza di una guida: è la Città dei Morti, un enorme cimitero costituito da complessi funerari particolari in cui anche le tombe delle famiglie più umili erano affiancate da una stanza dove i visitatori potevano fermarsi a dormire. Ora queste stanze sono abitate dai poveri del Cairo e le pietre tombali usate come tavole o letti, la necropoli è dotata di acqua e corrente elettrica, ci sono dei piccoli alimentari e un ufficio postale.

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