Donne che viaggiano da sole: perché bisogna farlo

Sono sempre di più le viaggiatrici in solitaria e sono tutte d'accordo su una cosa: ogni donna dovrebbe fare questa esperienza almeno una volta nella vita

Fare i bagagli e partire, da sole. Sono sempre di più le viaggiatrici in solitaria e sono tutte d’accordo su una cosa: ogni donna dovrebbe fare questa esperienza almeno una volta nella vita. Perché da sole? Contrariamente a quanto si potrebbe pensare non è solo la moda del momento, ma le ragioni dietro questa decisione possono essere tante.

Cominciamo col dire che ci sono varie tipologie di viaggiatrici solitarie: quelle che lo fanno ogni volta che ne hanno l’occasione e chi, invece, inizia a viaggiare quando va in pensione. Poi ci sono quelle che preferiscono viaggiare da sole anche se hanno un partner e altre ancora che sono pronte a lasciare un posto sicuro e viaggiare a tempo pieno per vivere. In quest’ultimo caso ci riferiamo alle cosiddette nomadi digitali: scrittrici e blogger, fotografe e imprenditrici che hanno trasformato la passione per i viaggi in un vero e proprio lavoro.

Ma, come dicevamo, le motivazioni dietro una partenza in solitaria possono essere infinite. Per molte è felicità allo stato puro. C’è il vantaggio di non aver regole da seguire, se non le proprie, di non dover scendere a compromessi. Si è più aperte alle esperienze e a nuovi incontri, proprio perché si ha più libertà e tempo per parlare con le persone in cui ci si imbatte, che non siano compagni di viaggio.

Viaggiare da sole può anche svelare qualcosa di sé che magari faticava a venire alla luce, perché imbrigliata nelle reti della routine quotidiana, aggrovigliata in un angolo del cuore come una matassa in attesa di essere sbrogliata. Ci si riscopre coraggiose, capaci di superare sfide fino a quel momento considerate impossibili. Come imparare di nuovo a respirare. I luoghi che si attraversano, le persone che si conoscono, con le loro storie, culture e tradizioni, sembrano trovare tutte le risposte che servivano per completare il puzzle della vita.

Finalmente, o forse per la prima volta, si dedicano a se stesse momenti preziosi, silenzi necessari e attenzioni dovute. Si viaggia al ritmo scandito dai propri passi, si contempla il mondo di fuori e quello di dentro e li si vede sconfinare l’uno nell’altro, con gli occhi che si fanno sempre più profondi per cercare di portare a casa tutte le emozioni possibili.

Per alcune viaggiare in solitaria è anche un’occasione per rimettersi in gioco, mollare una vita che veste troppo stretta e indossare un’avventura mai provata. Crescere e acquistare nuove consapevolezze. Inoltre, partire da sole non vuol dire necessariamente soffrire la solitudine. Dagli ecovillaggi ai viaggi su treni di lusso, sono tante le possibilità di vivere una vacanza basata sulla condivisione, anche se non si parte accompagnate.

C’è, infine, chi intraprende un viaggio in solitaria per vivere un’esperienza davvero profonda, unendo il gusto della scoperta alla solidarietà, dal volontariato all’impegno ambientale. Quel che è certo, è che una volta che si è sperimentato il brivido e la libertà di un viaggio in solitaria, non se ne può più fare a meno.

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