I grandi percorsi in MTB “L’alta via dei Monti Liguri in MTB”

Gli appassionati di mountain bike, in Liguria, hanno a disposizione un percorso mozzafiato. È l’Alta Via dei Monti Liguri, 440 km da Ventimiglia a Ceparana per una sorta di autostrada verde che attraversa la Regione, e che si dipana tra il mare e il cielo, tra le Alpi e gli Appennini. Numerose sono le strutture ricettive lungo la via e incredibili i panorami, con lo sguardo che arriva sino alla Corsica e i tanti borghi e le fortificazioni che si susseguono, a testimoniare la storia e l’arte del luogo.

Percorso “di confine”, l’Alta Via dei Monti Liguri può essere percorsa a piedi (in 43 tappe) oppure in mountain-bike (in 18 tappe), con alcune deviazioni dall’itinerario per il trekking. E per un totale di 543 km, pedalabili da chiunque. Persino da chi sceglie di utilizzare una e-bike, e da chi viaggia con i bambini. Vacanzattiva, il network italiano per la vacanza outdoor, racconta il percorso nel dettaglio, tappa dopo tappa. E ha intervistato Claudio Simonetti, uno dei soci fondatori dell’Associazione Ospitalità Alta Via dei Monti Liguri.

«I luoghi da non perdere sono: il mitico “Sentiero degli Alpini” sul Monte Toraggio; il Monte Saccarello, che con i suoi 2.201 metri è la massima elevazione della Liguria; il complesso fortificato del Balcone di Marta, ancora visitabile; il trenino di Casella a scartamento ridotto; la Pietra Borghese nei pressi del Monte Aiona; il Museo del Damasco di Lorsica e i Parchi del Beigua e dell’Aveto», raccomanda Simonetti. Per poi raccontare che, quell’itinerario, si è meritato il soprannome di “itinerario fra aquile e balene”. Il motivo? L’Alta Via dei Monti Liguri percorre tutto il crinale dei monti, e corre parallela alla Riviera. Disegnando così una meravigliosa unione tra il cielo e il mare.

L’Alta Via dei Monti Liguri prende il via da Ventimiglia. E attraversa luoghi spettacolari, a cominciare dalla prima tappa, con la sua straordinaria visuale sul Monte Abellio. Tra la valle della Roia e la val Nervia, è alto 1.016 metri ed è una delle montagne più panoramiche di tutta la Liguria: salendo in cima, si gode di una impareggiabile vista che va dalla costa ponentina alle Alpi. Le successive tappe sono tutte un susseguirsi di borghi e di natura: da Pigna (famosa per la produzione del fagiolo bianco) al Laghetto delle Noci (bacino d’acqua balneabile immerso in un contesto di rara bellezza), da Triora – uno dei borghi più belli d’Italia, soprannominato “il paese delle streghe” – a Realdo, villaggio costruito sulla cima di una falesia alta 150 metri, che pare in bilico sulla cima del mondo.

Dopo aver attraversato il Colle di Nava – un valico posto a 934 metri – e Ormea, col suo originalissimo perimetro a forma di cuore, la settima tappa conduce tra i colli: il colle di San Bernardo di Garessio, con le sue 5 pale eoliche alte tra i 60 e gli 80 metri, e il Colle del Melogno, che alla fine dell’Ottocento rivestiva un’importanza strategica. Durante la tappa si attraversa anche Bardineto, un piccolo borgo racchiuso in un cuore di faggi, di betulle e di castagni. Il suo “Buranco di Bardineto” è uno dei complessi carsici principali della Regione.

Con l’ottava tappa, passando per la Val Bormida, si raggiunge Altare. Paese famoso soprattutto per la sua tradizione vetraria, ha un centro storico prezioso, fatto di vecchie chiese e di affascinanti ruderi. Da qui, sfiorando Palazzo Cappa (che alcuni chiamano “Castello Cappa” e che, immerso nel verde delle colline tra Altare e Ferrania, è un antico monastero oggi trasformato in b&b) si raggiunge Sassello, meta collinare tra le più frequentate della regione, il cui centro storico risale al XVII secolo ed è ricco di chiese barocche e di palazzi affrescati.

L’Alta Via dei Monti Liguri continua poi con suggestivi percorsi nel cuore della natura: il Parco Naturale Regionale del Beigua, l’area naturale più grande della Liguria divenuta Patrimonio UNESCO, che è uno spettacolare balcone formato da montagne che si affacciano sul mare; i Laghi del Gorzente, tre bacini artificiali visitabili con un percorso ad anello; il Lago della Busaletta e l’Alta Valle Scrivia; il Parco Naturale Regionale dell’Antola, una delle aree più belle di tutto l’Appennino, coi suoi antichi manieri e la vegetazione rigogliosa; la Riserva Naturale Agoraie di Sopra e Moggetto, coi laghetti d’origine glaciale e le decine e decine di faggi. E poi i monumenti: la dodicesima tappa sfiora i resti dell’antico Castello di Montoggio, immersi nella vegetazione, e il Santuario Nostra Signora della Vittoria, che è un famoso luogo di culto dal panorama straordinario. E poi via, verso la tappa finale, che conduce sino a Ceparana.

Sempre lì, tra il cielo e il mare, tra le aquile e le balene.

 

In collaborazione con Vacanzattiva

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