Himalaya indiano: trekking nel Garhwal

Da Yamunotri a Gangotri, sino ad arrivare alle sorgenti del Gange. In un piccolo angolo sul tetto delle nevi del mondo

Siamo nel nord dell’India, più precisamente nella regione himalayana del Garhwal che assieme al Kumaon, formano lo stato dell’Uttarakhand (Uttaranchal sino al 2006), la Terra del Nord, in origine abitata dai Kuninda, popolo che praticava un tipo di shivaismo primitivo.
Ora importante meta di pellegrinaggio per tutta l’India poichè ospita alcuni tra i più sacri fiumi dell’induismo, primo fra tutti il Gange.

Il Char Dham è la zona del Garhwal che racchiude le più importanti mete di pellegrinaggio della religione induista. I templi di Yamunotri, Gangotri, Kedarnath e Badrinath equivalgono alle quattro sorgenti dei quattro fiumi sacri dell’India: a Yamunotri il fiume Yamuna, a Gangotri il fiume Gange, a Kedarnath il fiume Mandakini e a Badrinath il fiume Alaknanda.

Gangotri
In realtà Gangotri non è il punto esatto dove sorge il Gange, o per meglio dire Bhagirathi, ma a Gaumukh, a una ventina di chilometri da Gangotri. Ma la maggior parte dei fedeli si ferma al tempio di Gangotri, non proseguendo oltre. Vicino alle rive del Gange, a Gangotri, la leggenda dice che si trova lo scoglio dove Shiva si unì alla dea Ganga.
Qui siamo al confine con il Tibet, i trekking che si possono fare nei dintorni sono meravigliosi e la fatica scompare appena ti guardi attorno.
Data la delicatezza dei rapporti politici tra Cina e India, vi consigliamo di prendere una guida del luogo, facile da scovare, che conosca bene i percorsi e le difficoltà che si possono incontrare.
Sicuramente se si passa per Gangotri non si può non andare a Gaumukh e ai prati di Tapovan dove regna sovrano lo Shivling (circa 6.500 m), che sia nel nome che nell’aspetto rappresenta il lingam di Shiva, il fallo del potente dio delle montagne himalayane. Un altro percorso, affatto facile, ma degno di nota è verso il Kedar Tal (circa 4.400 m).
Yamunotri
Le acque del fiume Yamuna provengono dai ghiacciai del monte Kalinda Parvat (a circa 4400 metri d’altezza). Il tempio non è di particolare rilevanza, a differenza del percorso che va da Janki Chatti sino al tempio di Yamunotri (una dozzina di chilometri) in grado di svelare panorami mozzafiato. Da queste parti è difficile incontrare turisti europei, sono soprattutto turisti indiani.
Accanto al tempio si possono scorgere i vapori bollenti delle acque termali, sfruttati anche per cucinare cibi da offrire agli dei durante la puja (rito di offerte e preghiere).

Kedarnath
Il tempio è dedicato a Shiva quando, trasformatosi in toro, sprofondò nel terreno, sfuggendo così ai Pandava. Dietro al tempio spicca la cima del Kedarnath, che raggiunge i 6900 metri d’altezza. Anche in questo caso la sorgente del Madakini si trova a una dozzina di chilometri a nord del tempio, oltre il lago di Gandhi Sarover (dove furono sparse ceneri del Mahatma Gandhi).

Badrinath
Nominato Badrinath in onore di Visnu, il tempio gode di una spettacolare collocazione sulla cima del Nilkantha (circa 6500 m).
I dintorni di Badrinath sono costellati da piccoli templi consacrati al dio Visnu.

Info pratiche e suggerimenti

Voli a basso costo dall’Italia verso Delhi: cercando tra le offerte si trovano voli a poco più di 500 euro a/r.
Budget: dai 300 ai 400 euro per una vacanza di tre settimane, senza fare troppa economia (1 euro equivale più o meno a 54 rupie).
Trasporti: gli autobus sono i più economici, solo che per fare pochi chilometri ci mettono molto tempo. I taxi privati a volte possono risolvere la vita, anche se più cari. Vi consigliamo di contrattare sul prezzo e di accertarvi di aver compreso correttamente il costo del servizio. 
Come arrivare al Parco Nationale di Gangotri: da Delhi bisogna raggiungere la città di Uttarkashi. Da qui ci sono autobus che raggiungono il paese di Gangotri.
Abbigliamento: dormire in tenda a 4.500 metri d’altezza vuol dire avere un tipo di vestiario adatto anche a temperature rigide. Un ottimo sacco a pelo di piumino d’oca è necessario, magliette che tengono la temperatura corporea, calzettoni, scarponi da trekking, pile caldo e anti-vento e, nel caso la stagione delle piogge piombasse inaspettatamente, un buon key way risulta indispensabile.
Altrettanto necessaria: una torcia più un ricambio pile (a Gangotri, per esempio, la luce elettrica viene a mancare verso le 18.30). E in generale, l’energia elettrica, tra i monti himalayani, viene ricavata dai pannelli solari.
Periodo migliore: da fine aprile a settembre, ma per non avere sorprese vi consigliamo di contattare l’Ufficio Nazionale del Turismo Indiano a Milano (tel. 02-804952) per avere una conferma.
Durata media di un trekking nel Char Dham: da un minimo di due giorni a un massimo di sei giorni
 

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