Le vie Francigene sono il futuro, il successo dei buoni cammini

Il 10° Festival delle vie Francigene segna il successo dello slow travel e dei cammini italiani

Il turismo lento, nuovo trend che ha conquistato viaggiatori in tutto il mondo in questo 2020 così particolare, segna il successo dei cammini italiani. E nel corso del 10° Festival europeo delle vie Francigene c’è spazio per un momento di riflessione, volto a ritrovare la spiritualità insita in tutti i nostri più begli itinerari.

A parlare dell’importanza sempre più grande rivestita dai cammini è l’architetto Sandro Polci, direttore artistico dell’evento: “Molti segnali indicano una vitalità rincuorante in questa stagione inquieta e sospesa”. Abbiamo già visto come quest’anno lo slow travel abbia vissuto un momento d’oro, là dove il turismo in generale ha subito un vero e proprio crollo. Ritrovare il contatto con la natura, godere di qualche esperienza all’aria aperta e approfittare della necessità del distanziamento per scoprire luoghi nascosti: tutte esigenze che spiegano l’inevitabile successo del turismo lento.

E allora siamo andati alla scoperta di piccoli borghi, immergendoci nelle loro antiche tradizioni e assaporando i prodotti locali; abbiamo esplorato splendidi parchi rigogliosi, vivendo una natura incontaminata; infine, abbiamo percorso lunghi sentieri storici, che affondano le loro radici in epoche remote e raccontano un passato di cui sono oggi splendide testimonianze. Il 2020 è stato l’anno della riscoperta dei cammini italiani, con tantissimi viaggiatori pronti a godere di un’esperienza lenta, a passo d’uomo, per vivere appieno il territorio.

Il 10° Festival delle vie Francigene ha deciso di concentrare la sua attenzione sui cammini nel Sud Italia. A partire, naturalmente, dalla via Francigena stessa: il lungo itinerario che, da Roma a Santa Maria di Leuca, attraversa la parte inferiore della penisola portandoci alla scoperta di panorami incredibili, tradizioni sorprendenti e sapori tipici. Spicca anche la via Appia, capolavoro dell’ingegneria dell’uomo realizzato tra il IV e il III secolo a.C., congiungendo la Città Eterna a Brindisi – via di collegamento per ravvivare il commercio con la Grecia e l’Oriente.

Negli ultimi anni, tuttavia, sono numerosi i sentieri riportati alla luce proprio nel Sud Italia, dando nuova linfa vitale allo slow travel. Come la Via del Tratturo, che ripercorre l’antica transumanza dei pastori dalle fredde vette dell’Appennino abruzzese alle più miti temperature del Tavoliere delle Puglie. O il nuovo Cammino di San Francesco Caracciolo, che dalle campagne marchigiane si addentra nel cuore del nostro Belpaese, sino ad arrivare a Napoli.

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