Positivi al Covid in vacanza all’estero: cosa fare

Tutto quello che si deve fare in caso di positività al Covid mentre si è in vacanza

La variante Delta si sta diffondendo sempre di più in Europa a tal punto da far registrare diversi connazionali bloccati in alcuni Paesi a causa del contagio. Molti sono i timori a tal proposito, ecco perché abbiamo deciso di spiegarvi cosa fare in caso di positività al Covid mentre si è in vacanza all’estero.

Partiamo dal presupposto che, nel caso in cui ci si contagi o si venga sottoposti a quarantena per contatti stretti con positivi all’estero, non è possibile rientrare nell’immediato in Italia. Ma non solo. Positività al Covid-19 vuol dire anche revocazione del Green Pass e isolamento nei Covid hotel o nelle strutture previste dal Paese ospitante, quasi sempre a spese del governo che accoglie (almeno nei Paesi facenti parte dell’Unione Europea), ma con l’assistenza dell’Ambasciata italiana.

Cosa fare prima di partire per l’estero

Onde evitare il contagio, è bene mettere in atto una serie di azioni prima di partire per il proprio viaggio all’estero. In fase di prenotazione, per esempio, è opportuno pianificare con massima attenzione ogni aspetto della vacanza e tenersi costantemente aggiornati sulla situazione epidemiologica del Paese che si desidera raggiungere. Tutto questo è possibile farlo tramite i siti istituzionali delle destinazioni di viaggio, il sito della Farnesina, ViaggiareSicuri, che offre un elenco completo e aggiornato di tutte le normative anti-Covid in vigore, e la mappa europea per viaggiare in sicurezza: Re-Open Eu.

Questo perché alcuni Paesi richiedono la quarantena obbligatoria sul territorio, altri il referto negativo di un tampone molecolare o antigenico, da effettuare entro 48 o 72 ore dalla partenza, nonostante si sia in possesso di doppia vaccinazione. Senza dimenticare la compilazione del PLF (qui in dettaglio tutti i Paesi che lo richiedono).

Cosa fare se risulto positivo

Nel caso di positività, prima del rientro, come alle volte succede dopo un primo controllo al termoscanner in aeroporto, il passeggero viene bloccato. A quel punto si procede con un tampone o un test per la ricerca del nuovo Coronavirus. Nel caso in cui il test dovesse confermare il contagio, il soggetto dovrà restare in quarantena o in isolamento per due settimane, da trascorrere nel Paese in cui ci si trova, quindi quello nel quale si è andati in vacanza.

È bene sapere, però, che in ogni Paese il trattamento per i turisti bloccati a causa del Covid è differente. Cambia il tenore delle strutture, cambiano i costi e cambia, ovviamente, anche l’efficienza dei vari servizi.

Spiega la Farnesina, “non è possibile viaggiare con mezzi commerciali e si è soggetti alle procedure di quarantena e contenimento previste dal Paese in cui ci si trova”.

Ma non solo, la Farnesina fa anche sapere che: “tali procedure interessano, con alcune possibili differenze dovute alle diverse normative locali, anche i cosiddetti “contatti” con il soggetto positivo, che sono ugualmente sottoposti a quarantena/isolamento dalle autorità locali del Paese in cui ci si trova e che, a tutela della salute pubblica, potranno far rientro in Italia al termine del periodo di isolamento previsto“.

Le disposizioni attualmente in vigore consentono il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Ad ogni modo, nel caso in cui il Covid impedisca la partenza, è bene contattare la Farnesina per rendere nota la propria situazione di salute e blocco all’estero.

Ad oggi, è possibile fare rientro in Italia contattando l’ambasciata o il consolato del Paese in cui si è andati in vacanza per verificare le possibilità per il rimpatrio in collaborazione con l’Unità di crisi della Farnesina.

E’ importante ricordare, però, che bisogna contattare l’Unità di Crisi solo in caso di necessità per lasciare libera la linea per chi ne ha davvero bisogno. Il numero telefonico a cui rivolgersi è +39 0636225, oppure si può consultare il sito del Ministero degli esteri o visualizzare i relativi canali social.

L’importanza dell’assicurazione

In questo particolare periodo se si vuole viaggiare verso l’estero è bene avere un polizza che copra eventuali spese dovute al contagio. Sono numerose le compagnie che offrono assicurazioni contro il Covid-19, adatte a chi vuole spostarsi e viaggiare. Tuttavia, è bene sottolineare che le soluzioni assicurative da scegliere sono varie, ma che devono essere in grado di coprire oltre le spese per le cure mediche, anche quelle per le strutture ospedaliere del luogo, eventuali spostamenti e rimpatri.

Nel caso in cui si trattasse di un viaggio organizzato, è importante controllare subito l’assicurazione sanitaria compresa nel pacchetto che si vuole acquistare e poi valutare se stipulare anche una assicurazione in forma individuale.

Lo ricorda anche la Farnesina che “raccomanda di pianificare con massima attenzione ogni aspetto del viaggio, contemplando anche la possibilità di dover trascorrere un periodo aggiuntivo all’estero, nonché di dotarsi di un’assicurazione sanitaria che copra anche i rischi connessi al Covid”.

Infine, è giusto essere a conoscenza del fatto che le assicurazioni per i viaggi all’estero devono comprendere, almeno: un rimborso delle spese mediche, farmaceutiche e ospedaliere; il rimborso della penale in caso di positività propria o di un familiare prima della partenza, accertata dal referto di un tampone; il rimborso della penale se si è costretti a un regime di isolamento prolungamento del soggiorno in caso di positività; il rimborso del costo del tampone positivo, effettuato entro 24 ore dalla fine del viaggio; il rimpatrio sanitario Assistenza durante il viaggio 24 ore su 24, sette giorni su sette.

Quarantena in Regno Unito

Un caso davvero particolare di quarantena è quello che avviene nel Regno Unito. Qui, infatti, il costo di un soggiorno obbligatorio in hotel in quarantena potrebbe aumentare di 500 sterline secondo una nuova proposta del Governo.

Ciò vuol dire che la cifra potrebbe arrivare a un prezzo totale di 2mila 250 sterline nel tentativo di scoraggiare i viaggi non necessari nei paesi inseriti nella lista rossa.

I viaggiatori che arrivano da destinazioni ad alto rischio attualmente pagano 1750 sterline a persona, quota che include due test PCR Covid, trasporto dall’aeroporto e pasti.

Si stima che circa 30mila delle oltre 100mila persone alle quali è stato richiesto di soggiornare in hotel in quarantena fossero in viaggio di piacere.

Infine, vi ricordiamo che per viaggiare verso l’estero è necessario avere il Green Pass (qui vi spieghiamo come scaricarlo) e che ogni Paese d’Europa segue regole differenti (qui una guida sull’uso del Green Pass Paese per Paese).

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