Le isole Svalbard potrebbero diventare a numero chiuso

Tutelare l'ambiente è l'obiettivo delle nuove misure restrittive attuate alle Svalbard

L’arcipelago delle Svalbard è un luogo spettacolare da visitare. La luce del giorno presente 24 ore su 24 in estate, i ghiacciai in abbondanza, l’incredibile fauna selvatica e tutta una serie di esperienze all’aria aperta attirano turisti da tutto il mondo.

Sfortunatamente, è anche uno dei luoghi della Terra più colpiti dai cambiamenti climatici fino ad oggi. Prima della pandemia, le isole risentivano anche dell’eccessiva pressione turistica, in particolare delle navi da crociera.

Entrambi i fattori non accennano ad arrestarsi negli anni a venire. Per questo, l’Agenzia norvegese per l’ambiente ha proposto alcune nuove regole a cui il turismo dovrà adattarsi, al fine di mitigare l’impatto ambientale alle Svalbard. Preservare l’ecosistema di questo splendido ambiente naturale è l’obiettivo che il governo si è prefissato.

Le attuali normative ambientali non sono più sufficienti per salvaguardare la natura vulnerabile e i monumenti culturali delle Svalbard“, afferma il Ministero per l’Ambiente.

La gestione dei turisti

Quando si discute del problema dell’overtourism, molte persone pensano a Venezia o a Barcellona piuttosto che a Longyearbyen. Ma negli ultimi anni anche il turismo internazionale alle Svalbard è aumentato in maniera vertiginosa. Il numero di sbarchi di passeggeri registrati sulle navi turistiche è aumentato da 29.600 nel 1996 a 124.000 nel 2019. Se si pensa che la popolazione locale conta 2.000 persone si ha idea della vastità di questi numeri.

Inoltre, il numero di navi che offrono crociere di spedizione alle Svalbard è aumentato da 23 nel 2010 a 73 nel 2019. Naturalmente, il turismo si è fermato nel 2020 e nel 2021, ma si prevede che tornerà ai livelli precedenti.

L’Agenzia norvegese per l’ambiente afferma che le modifiche proposte non sono progettate per impedire al turismo o scoraggiare i visitatori. “Non ci sono restrizioni sul numero di persone che possono visitare le Svalbard o sul numero di barche turistiche per stagione“, ha affermato Ellen Hambro, direttrice dell’Agenzia per l’ambiente norvegese.

Piuttosto, le modifiche sono pensate per adattare le normative alla criticità dell’ambiente naturale. “Quando il turismo tornerà a crescere dopo la pandemia, è importante disporre di regolamenti idonei a proteggere l’ambiente artico sempre più vulnerabile”, afferma Hambro.

Le nuove regole

Con queste nuove restrizioni, i turisti 42 località selezionate. Ci sarà anche un nuovo limite inferiore alla capacità delle navi da crociera. Limitando ai turisti lo sbarco nelle aree protette si protegge la natura da un afflusso di persone che potrebbe non essere in grado di sopportare. Tra le disposizioni proposte, che saranno discusse il 3 febbraio 2022, vi sono:

  • Un tetto massimo di 200 passeggeri per le navi che navigano in aree protette.
  • Il divieto di disturbare la fauna selvatica.
  • Il divieto di cercare gli orsi polari sarà rafforzato, con l’obbligo di mantenersi ad almeno 500 metri di distanza.
  • Un divieto al traffico motorizzato sul ghiaccio marino dopo il 1 marzo su fiordi selezionati, per proteggere le foche e gli orsi polari.
  • Un limite di velocità di 5 nodi in mare entro 500 metri da alcune scogliere da aprile ad agosto.
  • L’obbligo per le barche di mantenersi ad almeno 300 metri di distanza dagli habitat dei trichechi.
  • Divieto di utilizzo dei sottomarini.
  • Divieto di utilizzo di droni nelle aree protette e vicino alle scogliere di uccelli durante la stagione riproduttiva.

L’Istituto Polare Norvegese, il National Heritage Board e il Governatore delle Svalbard hanno già dato il loro contributo, insieme a diverse organizzazioni locali.

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