Viaggi in aereo, treno e bus: cosa succede quando c’è un’emergenza sanitaria

Ritardi, controlli aggiuntivi e collegamenti interrotti: ecco cosa accade in situazioni d'emergenza

Gli ultimi giorni sono stati davvero campali per quanto riguarda l’emergenza Coronavirus in Italia: a causa di alcuni focolai nel Nord del nostro Paese, dove si sono verificati diversi contagi, gli spostamenti si sono fatti sempre più difficili. E se all’interno la situazione è ancora abbastanza sotto controllo, per viaggiare all’estero si possono incontrare complicazioni.

Sul fronte degli spostamenti interni, al momento non ci sono particolari disagi, sebbene la situazione possa evolvere nei prossimi giorni. Solamente i comuni della “zona rossa”, situati nel Lodigiano e nel centro veneto Vo’ Euganeo sono sottoposti a limitazioni: i loro residenti possono muoversi all’interno dei loro confini, ma non uscirne, per contrastare la diffusione del virus. Nel resto dell’Italia, si può ancora viaggiare senza problemi. Voli nazionali, treni e autobus effettuano normalmente il loro servizio, sebbene siano aumentate le misure di sicurezza e si proceda con maggior rigore alla sanificazione dei mezzi di trasporto.

Per quanto riguarda i viaggi all’estero, la situazione è decisamente più complicata. Attualmente gli aeroporti italiani sono aperti e, previo monitoraggio della temperatura corporea dei passeggeri, non hanno previsto particolari limitazioni. Ma sono diversi i Paesi esteri che, oltre a sconsigliare i viaggi in Italia, stanno adottando misure cautelative nei confronti dei nostri connazionali in movimento, in quanto possibili vettori di infezione da Coronavirus.

Uno dei primi provvedimenti è arrivato dal Parlamento Europeo e dalla Commissione UE: i loro dipendenti che negli ultimi 14 giorni sono stati nelle zone colpite (in questo caso si parla del Nord Italia) dovranno rimanere a casa per le prossime due settimane. Le autorità della Gran Bretagna invitano invece i propri cittadini di ritorno dall’Italia e i nostri connazionali in viaggio in territorio inglese a sottoporsi ad isolamento volontario.

L’Austria, dopo aver bloccato per alcune ore i treni provenienti dal nostro Paese, ha fatto cadere qualsiasi proposta di isolamento, almeno per il momento. Stessa cosa vale per la Francia, sebbene in questo caso chi proviene da Lombardia e Veneto deve sottoporsi a 14 giorni di quarantena. Anche la Romania ha previsto due settimane di isolamento per chi arriva dalla “zona rossa” italiana. In Croazia è invece previsto un controllo obbligatorio per ben due settimane dall’arrivo per tutti coloro che vengono da Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna.

La Bulgaria non ha ancora preso decisioni in merito al nostro Paese, tuttavia la compagnia aerea Bulgarian Air ha sospeso tutti i voli da e per Milano fino al 27 marzo. Il Sudafrica ha annunciato di voler sottoporre a maggiori controlli medici i viaggiatori provenienti dall’Italia. Misure di sicurezza più drastiche sono state adottate per il momento solo da Kuwait: sono stati sospesi tutti i voli da e per l’Italia e gli altri Paesi a rischio.

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