Vetrate “smart” in aeroporto: così il viaggiatore spende il doppio

Come le lenti fotocromatiche degli occhiali, i vetri intelligenti installati in alcuni scali Usa si adattano all'intensità della luce del sole. Risultato: chi attende al terminal ordina più cibi e bevande

In nessun Paese come gli Stati Uniti nascono idee brillanti, ma anche molto stravaganti, per fare business. La gallina dalle uova d’oro, in questo caso, si chiama aeroporto. Come noto, i viaggiatori spendono grandi quantitativi di denaro presso gli scali: fra parcheggi, ristoranti e negozi di ogni genere, chi attende un volo non ha che l’imbarazzo della scelta nel sottoporre la propria carta di credito a severe cure dimagranti.

Il management degli aeroporti studia costantemente nuovi modi di portare le persone a spendere ancora di più: l’ultimo ritrovato per stimolare i consumi presso bar e ristoranti degli aeroporti sono nuove vetrate “intelligenti” da installare presso gli scali.

Il motivo è presto detto. Un po’ come avviene per le lenti fotocromatiche degli occhiali che “aggiustano” il grado di protezione dai raggi solari sulla base della loro intensità, queste nuove vetrate si adattano automaticamente all’intensità della luce, contribuendo a portare la temperatura interna a livelli ideali. Il risultato? In queste condizioni di comfort le persone sarebbero molto più propense a consumare cibo e bevande (in particolare alcoliche), in sostanza a spendere di più.

Prova di questo processo “virtuoso”, un esperimento condotto presso l’aeroporto internazionale di Dallas-Fort Worth. In corrispondenza di un negozio di hamburger ospitato presso lo scalo, sono state installate vetrate utilizzando un prodotto fotosensibile denominato “View Dynamic Glass” e prodotto da un’azienda della Silicon Valley.

Qualche numero rende bene l’impatto che questa modifica ha avuto sugli incassi del locale. Nel mese di ottobre 2017 le vendite di alcolici sono salite dell’80%, rispetto allo stesso periodo del 2016. Il consumo di vino, birra e superalcolici in generale ha contribuito al 17% del fatturato totale del ristorante nell’ottobre 2017, rispetto al 9% del mese precedente e all’8% dell’ottobre 2016.

Insomma in barba al cocente sole del Texas, grazie allo “smart glass” i viaggiatori hanno beneficiato di una confortevole ombreggiatura ed evitato di venire cotti a fuoco lento sulle sedie del ristorante. Il tutto si è trasformato in tempi di sosta più prolungati, più ordinazioni, più soldi spesi, in definitiva maggior soddisfazione per i clienti ma soprattutto per i dirigenti dello scalo.

Il “vetro intelligente” sta prendendo piede negli States in diversi ambiti, dalle scuole agli ospedali fino naturalmente agli aeroporti: lo scalo internazionale di San Francisco ha di recente investito 3 milioni di dollari per sostituire le vetrate del Terminal 1 con questo prodotto rivoluzionario ed, evidentemente, molto redditizio.

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