“Vieni a urlare in Islanda!” La campagna per attirare i turisti nell’isola è una bomba

Si intitola "Let It Out" ed è l'iniziativa del paese nordico che invita le persone ad urlare

Quello che è più mancato, ai viaggiatori di tutto il mondo, durante il lockdown è stata proprio la possibilità di esplorare il globo. Quei paesaggi mozzafiato, i parchi naturali, la cultura e le splendide storie che caratterizzano le più diverse zone del nostro pianeta sono linfa vitale, soprattutto per chi ha fatto del viaggio, una ragione di vita.

E questo l’ente del turismo islandese lo sa bene. Ci sono stati i tour virtuali certo, così come tutte quelle attività in casa per passare il tempo, ma la mancanza di esplorazione è stata un tasto dolente, al punto tale che non stupisce che i viaggiatori si siano ritrovati stressati e anche un po’ depressi.

Secondo un sondaggio condotto da Inspired by Iceland, infatti, circa il 40% degli intervistati ha riferito di avere sintomi di stress dovuti a Covid-19. Partendo da questa consapevolezza, l’ente del turismo islandese ha avuto un’idea geniale: ha invitato le persone a sfogarsi, letteralmente, urlando.

Una bufala? Assolutamente no! L’ultima campagna, sviluppata dalle agenzie SS+K e M&C Saatchi U.K., mostra diverse persone frustrate in situazioni durante il lockdown, alcune fissano la TV ma non trovano nulla di interessante da guardare, altre faticano a completare un puzzle e altri ancora provano a tagliarsi i capelli, con risultati disastrosi. Poi, iniziano ad urlare e vengono trasportate improvvisamente nella nazione nordica.

E ora possiamo urlare anche noi. Nel Paese sono stati installati sette amplificatori in altrettante località sparse sul territorio, che trasmetteranno le urla dei viaggiatori, e di tutti coloro che hanno particolarmente accusato l’isolamento.

Una vera e propria terapia dell’urlo che trasmetterà le grida di liberazione in tutta la regione selvaggia dell’Islanda. Gli amplificatori sono stati collocati nei pressi della cascata Skógarfoss, nell’Islanda meridionale; sotto il ghiacciaio Snæfellsjökull, nell’Islanda occidentale; sulla spiaggia di Rauðisandur nei fiordi occidentali; e sull’isola di Víðey al largo della costa di Reykjavík.

Come ha dichiarato il direttore di Promote Iceland, Sigríður Dögg Guðmundsdóttir, l’idea è nata per attirare l’attenzione dei potenziali turisti e per assicurare loro che l’Islanda è un Paese sicuro, dove si può sperimentare un’esperienza di viaggio immersiva nella natura senza folla.

Così, tutti gli interessati sono invitati a registrare le proprie urla e a caricarle sul sito web dedicato, dopo di che, i partecipanti riceveranno un video della trasmissione del loro sfogo.

Se in molti hanno già partecipato con entusiasmo a questa terapia dell’urlo, altri hanno espresso il loro disappunto. Particolarmente contrariati sono stati alcuni cittadini locali che temono che l’iniziativa possa rovinare la calma e la quiete della natura islandese.

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Cascata Skógarfoss – Fonte iStock

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