Turismo della fertilità

Persone che si recano all'estero per accedere alle terapie per la procreazione assistita

Mentre i vacanzieri della bella stagione diminuiscono, sono sempre più numerose le coppie che si affidano turismo procreativo, un fenomeno non nuovo ma in sorprendente aumento, più forte di qualsiasi crisi economica. Persone che si recano all’estero alla ricerca del figlio tanto voluto che non arriva, pronte a indebitarsi pur di soddisfare quel desiderio di diventare genitori.

Il 54% di queste sceglie di affrontare il loro viaggio della speranza proprio con la bella stagione, per molti l’unico periodo dell’anno in cui è possibile allontanarsi senza problemi, anche se è proprio in questi mesi che si segnala da sempre la maggiore difficoltà a concepire naturalmente. Coppie sposate, conviventi, infertili o portatrici di malattie genetiche. Rinunciano alle ferie e sono dispose a pagare il loro sogno a caro prezzo, a correre il rischio di finire in centri poco professionali. Varcano i confini per affidarsi a tecniche riproduttive proibite in Italia dalla Legge 40 del 19 Febbraio 2004, come il congelamento degli embrioni, la fecondazione di un numero non limitato di ovociti in coltura, la fecondazione eterologa e la diagnosi pre-impianto.

A fornire dati su questa tendenza è uno studio del Centro Artes di Torino, che ha monitorato un panel di 3.000 coppie internaute e incrociato i dati emersi dalle ultime ricerche sul tema. Nel 2006 il turismo procreativo è cresciuto del 200%. È quadruplicato il numero delle coppie: erano 1066 e nel 2006 sono state 4.173 e il 54% di esse “emigra” in estate.

Ecco le mete più gettonate per questi viaggi della speranza
Spagna: è attivo un fiorente mercato di gameti a pagamento. Le coppie che vi si recano sono passate da 60 (prima della Legge 40) a 1.365, un vero e proprio boom.
Svizzera italiana: vi si reca il 32% del totale delle coppie per la sua vicinanza e per la lingua in comune con la nostra. Non si esegue l’ovo-donazione ed è in esame una legge diagnosi reimpianto. I donatori di sperma sempre meno disponibili per l’obbligo di rintracciabilità, ma resta il fascino del mito delle cliniche svizzere.
Francia: a Nizza, il numero delle coppie italiane è stazionario attorno al 5%.
Belgio: dopo la Legge 40 le coppie sono passate da 204 a 775.
Gran Bretagna: poco gettonata a causa del cambio sfavorevole con la sterlina.
Stati Uniti: sono in media tre al mese le coppie al mese di italiani si recano alla Cornell University, un numero rimasto stabile negli ultimi anni. Ad Harvard invece il numero è raddoppiato.
Repubblica Ceca: meta per chi vuole spendere meno. L’affluenza è aumentata: da 22 a 500 coppie.
Slovenia: meta scelta soprattutto dalla vicina area di Trieste. Scelta dal 10% delle coppie.
Grecia: in un noto centro di Salonicco le coppie italiane sono il 12% del totale.
Austria: si è registrato un aumento del 20% di italiani. A Salisburgo funziona un nuovo centro che partecipa a un network formato da vari paesi europei. Per la diagnosi preimpianto la rete si appoggia a una struttura a Chicago. Si fa la fecondazione eterologa, ossia con donazione di gameti: ovociti e seme.
Turchia: in un ospedale pubblico di Istanbul le coppie italiane sfiorano il 20% del totale e il paese permette la diagnosi pre-impianto.
Cipro: numerose richieste anche qui, dove stanno giungendo i primi pazienti dal nostro paese.
Israele: è tra le mete in ascesa.

I costi naturalmente sono più contenuti in Paesi come la Grecia o la Repubblica Ceca, dove la fecondazione medica assistita può costare intorno ai mille euro. Costi che salgono fino a raggiungere i 7mila euro in Belgio, Svizzera, Spagna e Austria.

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