In Trentino c’è un nuovo castello da visitare: Castel Belasi

Riapre, dopo anni di abbandono, uno dei castelli più belli del Trentino appena restaurato, con vista sulla Val di Non

Riapre uno dei castelli più belli del Trentino, Castel Belasi. Situato a 465 metri di altitudine, il castello è un bellissimo complesso feudale circondato da un’alta cinta murata che sorge, isolato, su una verde collina lambita dal rio Belasi, poco sotto il paese di Segonzone e di fronte a Dercolo.

Elementi caratteristici sono le due garrite pensiliche servono il cammino di ronda e che proteggono i due ingressi principali, il rivellino, il piazzale e la corte interna, il mastio , pentagonale, robustissimo costruito da blocchi di granito. Una scala a chiocciola, che serve pure i piani dell’attigua residenza, sale alla stanza d’assedio; da qui si può raggiungere la sommità dove si gode di un vasto panorama sulla Val di Non e su parte della valle dell’Adige e sui monti del Trentino orientale. Dalle finestre della torre si possono vedere anche i castelli Belfort e Sporo, Castel Thun e Castel Valer.

Le più antiche attestazioni dell’esistenza di Castel Belasi risalgono agli inizi del XIV secolo, all’epoca dell’egemonia dei conti di Tirolo sulle vallate trentine. Il castello, infatti, nacque proprio come caposaldo della Contea del Tirolo. in mezzo alle terre dei principi vescovi di Trento in Val di Non.  Per tutta la sua storia, Castel Belasi venne così a costituire una sorta di “isola”, un’enclave tirolese in terra trentina. I suoi primi feudatari furono i signori Rubein, provenienti della zona di Merano, fedelissimi dei conti di Tirolo.

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Wikimedia Commons – @Terribile62

Nel 1368 fu acquistato dalla famiglia Khuen, originaria di Termeno, in valle dell’Adige, che avrebbe legato indissolubilmente la sua storia a quella del castello, prendendo il nome “Khuen-Belasi”. Questa famiglia, tra il XV e il XVI secolo, si affermò come una delle più ricche e potenti della regione, contando nelle sue file Vescovi, uomini politici e capitani militari che diedero lustro al casato in tutta l’Austria.  Nel corso della loro storia, i Khuen Belasi si suddivisero in numerose linee dinastiche che prosperarono dal Trentino fino alla lontana Croazia, passando per le corti di Vienna e Salisburgo.

Castel-Belasi

@Giulia Dalla Palma

Tra il 1400 e il ‘500 i Khuen trasformarono il piccolo fortilizio di Castel Belasi in una magnifica fortezza, imponente e severa nelle sue mura esterne, quanto elegante nei suoi saloni finemente affrescati. In sole due occasioni il castello dovette cedere agli attacchi dei nemici: nel 1415-20 i rivali signori Spaur riuscirono a prendere la fortezza e ad occuparla per alcuni anni e nel 1525 quando furono i contadini in rivolta a mettere a sacco i granai di Belasi, nel corso della “Guerra rustica” che sconvolse tutta la regione.  I Khuen erano riusciti ad acquisire importanti diritti sulle comunità rurali che vivevano attorno a Belasi. Tutte le famiglie di Lover, Segonzone, Campodenno e Dercolo dovevano conferire al castello le decime dei loro raccolti. Inoltre i castellani ampliarono enormemente i loro possedimenti sulle campagne circostanti il maniero, che divenne il centro di una proprietà fondiaria molto estesa, costruita da decine e decine d’ettari di campi, vigneti, prati e boschi.

Nel XVIII secolo, i Khuen-Belasi, ottenuto anche il titolo di “Conti del Sacro Romano Impero”, continuarono l’opera d’abbellimento della loro fortezza, decorando gli interni con raffinati stucchi e splendide stufe di maiolica, secondo il gusto del tempo. Durante l’800, in seguito alle guerre napoleoniche e all’abolizione di tutti i privilegi nobiliari, il maniero fu a lungo abbandonato e relegato al ruolo di residenza estiva. I padroni, infatti, furono a lungo impegnati in importanti carriere politiche e militari in Austria e in Baviera. Ebbe così inizio il triste declino di Castel Belasi.

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Wikimedia Commons – @Terribile62

Nel secolo scorso, nel periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale, i Khuen ritornarono tuttavia a insediarsi stabilmente a Belasi per alcuni decenni. Negli Anni ’50 il castello venne abbandonato definitivamente. Spogliato di tutti i suoi arredi, si avviò verso un degrado inarrestabile, al quale i proprietari non seppero porre freno. Sul finire degli Anni ’90 la vecchia fortezza versava ormai in condizioni drammatiche. Nel 2000, tutto il complesso, con la vicina chiesetta dei Santi Filippo e Giacomo a Segonzone, è stato acquistato dal Comune di Campodenno, che ha dato avvio al suo completo restauro.

Oggi Castel Belasi riapre al pubblico, dal 10 agosto al 27 ottobre 2019. L’ingresso, dalle 10 alle 18, costa 4 euro (gratis per i bambini fino ai 10 anni d’età e ai residenti del comune di Campodenno).

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@Apt Val di Non

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