Toscana, il nuovo turismo sarà lungo il corso dei fiumi

Della Toscana ormai i turisti conoscono ogni angolo, ma c’è un aspetto della regione che non è ancora stato sviluppato: i corsi d’acqua

Della Toscana ormai i turisti conoscono ogni angolo. Le città d’arte, i borghi, le colline, i sentieri e la Via Francigena, le ferrovie dismesse e le piste ciclabili, le coste e le isole. Tutto, insomma. E in tutto il mondo.

Ma c’è un aspetto turistico della regione che non è ancora stato sviluppato: si tratta dei corsi d’acqua. Far vivere fiumi e torrenti per recuperare il territorio e le antiche tradizioni, aiutando così l’economia locale di quei luoghi che finora sono rimasti fuori dal ‘giro’ è il prossimo obiettivo della Toscana.

I Comuni possono quindi aderire e un bando promosso dalla Regione e dall’ANCI Toscana presentando progetti utili a valorizzare e a riqualificare i corsi d’acqua. Ogni Comune che vorrà partecipare lo farà attivando associazioni, volontari e realtà locali che potranno ideare un progetto in grado di promuovere il proprio corso d’acqua.
I primi otto progetti che saranno stati ritenuti i migliori, potranno usufruire di un budget di circa 34mila euro ciascuno con il quale finanziare le attività turistiche.

Oltre al lungo Arno, la Toscana ha tantissimi corsi d’acqua attorno ai quali poter sviluppare nuove forme di turismo, specie quello fluviale. In Garfagnana vengono già sfruttati i numerosi torrenti per praticare rafting, kayak o torrentismo. Ma c’è anche chi preferisce un tipo di esperienza slow, navigando dolcemente lungo un fiume ammirando il paesaggio che si attraversa.

Come è accaduto con il recupero delle ferrovie dismesse, anche nel caso dei corsi d’acqua si tratterebbe di riqualificare e impiegare di nuovo le antiche vie d’acqua che svolgevano una funzione di comunicazione nei tempi antichi.

Il fiume Chiana, per esempio, chiamato anche Canale Maestro, rappresentò per lungo tempo un percorso di transito nella Val di Chiana. Nasce dal lago di Chiusi, in provincia di Siena, si immette nel lago di Montepulciano, ne esce e percorre la Val di Chiana fino a sfociare, dopo 62 km, nell’Arno.

Nell’area di Grosseto, invece, il principale corso navigabile un tempo era la Fiumara di Castiglione nella quale confluivano sia le acque dell’omonimo lago sia quelle di vari corsi della piana grossetana. Collegava le zone interne con il mare, ma, sebbene fosse navigabile per quasi l’intero anno, si spingeva solo per poche miglia nell’entroterra, fino alle Bocchette e all’innesto con il Padule. Nel 1694, i Medici fecero costruire un canale chiamato il “Navigabile Nuovo” che attraversava il Padule in direzione di Grosseto.

Sono solo alcuni dei corsi d’acqua sconosciuti ai più che potrebbero tornare a regalare itinerari turistici insoliti a chi visita la Toscana, come già avviene sulla Loira in Francia.

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