Stati Uniti: la villa di Stephen King diventa un museo e un ritiro per scrittori

Il re dell'horror ha deciso di aprire i battenti della propria abitazione nel Maine. L'accesso, però, non è garantito a tutti

Per gli amanti del brivido, sarà ben presto meta di “pellegrinaggio”. Per gli aspiranti scrittori horror e giallisti, invece, un luogo dove cercare ispirazione e conforto. Qualunque sia il motivo per il quale si vorrà visitarla, è certo che la villa di Stephen King a Bangor, nello Stato del Maine (estremo nord-est degli Stati Uniti, al confine con il Canada), diventerà un’attrazione turistica imperdibile per i milioni di fan del celebre scrittore statunitense.

Questa abitazione in stile vittoriano, definita un po’ da tutti come la “dimora spettrale” del romanziere horror, è stata recentemente trasformata in un museo e ritiro per scrittori e ben presto aprirà le porte ai visitatori.

Casa di Stephen King a Bangor

Ph. Marc Dufresne (iStock)

A volere con forza questo cambio di “destinazione d’uso” è stato lo stesso scrittore che, insieme alla moglie, aveva da tempo inoltrato una richiesta al consiglio comunale di Bangor. Che, dopo qualche tempo, ha deciso di esaudire i desiderata del suo concittadino più famoso. Un luogo speciale, dove Stephen King ha vissuto gran parte della sua vita insieme alla moglie e ai figli e capace di fornire la “giusta ispirazione” al re dell’horror. Qui, ad esempio, sono nati i personaggi di IT e, secondo molti, la Derry immaginaria del libro altro non è che Bangor.

C’è però da dire che non si tratterà di un’attrazione turistica di massa. Anzi, è vero l’esatto contrario: per evitare che la dimora dell’horror attirasse ancora più turisti e fan di quanto faccia ora, i coniugi King hanno impartito direttive piuttosto precise. Il museo potrà essere visitato – su prenotazione, ovviamente – solo da un numero limitato di persone al giorno, mentre il ritiro potrà ospitare un massimo di 5 scrittori per volta. Insomma, un luogo di raccolta, dove magari riuscire a ritrovare l’ispirazione perduta e superare così lo spauracchio del blocco dello scrittore.

Particolare della villa di Stephen King a Bangor

Ph. Rixipix (iStock)

Secondo quanto postato dallo stesso scrittore sul suo profilo Facebook, l’apertura al pubblico è prevista tra uno o due anni al massimo, ma sono previste ulteriori restrizioni nell’accesso. L’archivio personale, che inizialmente si credeva potesse essere visitato da chiunque avesse accesso ai locali della “dimora spettrale”, sarà riservato alla consultazioni di scrittori e ricercatori.

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