Spiagge, ecco quelle più inquinate

Le spiagge da bollino nero in Europa e in Italia

La maggior parte delle spiagge europee sono in buona salute, dice l’ultima relazione dell’Unione Europea. Sulle 21.368 località balneari recensite lo scorso anno dagli Stati membri il 95% è risultato conforme ai criteri fissati dalla direttiva comunitaria sulla qualità delle acque. A un primo sguardo l’Italia, con i suoi 7500 chilometri di coste, sembra cavarsela egregiamente anche se si trova leggermente sotto la media, con il 92,9% e 4580 punti di balneazione censiti, contro i 2039 della Grecia e i 1883 della Spagna.

Del resto ben 215 spiagge (su 102 località) sono state premiate con le bandiere blu della Fee, la Fondazione per l’educazione ambientale mentre Legambiente e Touring Club Italiano hanno assegnato 344 vele alle più pulite. A guardare meglio i numeri però emerge che delle 313 spiagge o scogliere proibite ai bagnanti nel 2007 ben 300 sono italiane, chiuse per colpa di «batteri organici coliformi presenti nelle feci e in altre sostanze, residui di minerali basati sul petrolio, schiuma di detergenti e acidi tossici come il fenolo». La Commissione ha inviato una lettera di richiamo all’Italia e ad altri dieci Paesi per sono sparite dai controlli.

Da Volturno a Lido Fusaro in Campania è una linea ininterrotta di “bollini neri”, altri ne spuntano nel Lazio, tra Marche e Abruzzo, nella Sicilia Nord-Orientale e in Puglia sopra Bari. Sette anni fa non era stata rilevato nulla, e allora come si spiega? Semplicemente sono aumentati i controlli, fanno notare gli addetti ai lavori: rispetto agli anni precedenti in cui molti siti non erano sottoposti ad analisi, Roma ha deciso di puntare sulla trasparenza. Il sistema informativo sulle acque dell’Unione Europea dal canto suo ha messo a disposizione dei cittadini (WiseWater Information System for Europe), una cartina interattiva per poter controllare la situazione della propria spiaggia preferita.

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