Solastalgia, quando l’ambiente cambia e ci sentiamo giù

Si chiama "solastalgia", la spiacevole sensazione di malessere causata dai disastri ambientali

Sebbene la maggior parte delle persone non ne abbia mai sentito parlare, la solastalgia è un disturbo molto diffuso, soprattutto negli ultimi anni, e comprende una serie di malesseri generati dalla consapevolezza dei cambiamenti negativi dell’ambiente circostante. Si tratta in pratica di una sorta di nostalgia molto accentuata che si prova osservando il mutamento in peggio della natura. E’ un profondo senso di estraniamento e malinconia che irrompono nella parte più profonda dell’individuo al solo pensiero che l’ambiente è stato danneggiato irreparabilmente dall’uomo o da disastri naturali.

Il termine è stato coniato dal filosofo australiano Glenn Albrecht quando risiedeva in Australia e insegnava all’University of Newcastle. Secondo Albrecht, questa malattia è diffusa non solo nei Paesi occidentali ma anche in sud America e Indonesia, dove le calamità naturali hanno portato via casa e lavoro a centinaia di migliaia di persone. La solastalgia, quindi, è una vera e propria crisi di identità e pervade quella parte della popolazione che si è resa conto che la natura e l’ambiente sono stati destabilizzati dall’uomo. Tutti i disastri ambientali che ne sono conseguiti hanno fatto perdere le certezze di base alle persone più sensibili.

La solastalgia è assimilabile a una forma più o meno forte di depressione, caratterizzata da pessimo umore, astenia e poco o troppo appetito. Uragani, inondazioni, interventi dell’uomo mirati a danneggiare la natura sono le principali cause di questa nuova patologia psicosomatica. In alcuni casi il disturbo è così accentuato da richiedere l’intervento della psicoterapia e di farmaci antidepressivi. Le cause scatenanti gli attacchi di solastalgia, pertanto, sono da imputare, soprattutto, al riscaldamento globale e ai mutamenti del clima, che si pensa portino la nostra razza all’estinzione.

Gli studiosi americani sostengono di non essere ancora pronti per affrontare nel migliore dei modi e curare il dilagare di questo fenomeno patologico moderno. I sintomi più gravi, oltre alla depressione, si manifestano con ansia, attacchi di panico, aumento di stress e atti di violenza che, in alcuni casi, portano al suicidio. L’alterazione della natura è causa di angoscia e preoccupazione estrema nei pazienti più emotivi, che possono anche soccombere alla patologia. La psiche umana, purtroppo, è molto sensibile ai cambiamenti negativi dell’ambiente e del clima circostante e, la rapidità con la quale questi avvengono, non può far altro che peggiorare la situazione mentale delle persone più fragili. Si spera che i medici professionisti riescano presto a trovare una soluzione adatta a questo tipo di psicosi, perché la solastalgia sta diventando un disturbo sempre più comune.

Solastalgia, quando l’ambiente cambia e ci sentiamo giù