Come il riconoscimento facciale salverà il turismo

Sono sempre di più le compagnia aeree e gli aeroporti che hanno deciso di affidarsi alla tecnologia di riconoscimento facciale: scopriamo perché

Non è più un mistero, oramai, che la pandemia abbia avuto un impatto senza precedenti sul turismo e sulle aziende di trasporto aereo e ferroviario. Una conseguenza inevitabile delle restrizioni di viaggio attuate dalla maggior parte dei Paesi del mondo e delle misure introdotte per contenere la diffusione del coronavirus.

Gli operatori del settore sono sempre più consapevoli che riconquistare la fiducia dei passeggeri nel mondo post Covid-19 richiederà investimenti significativi nelle tecnologie digitali per affrontare i problemi di salute e sicurezza.

A tale scopo, oltre alle nuove regole per garantire la protezione dei passeggeri, che vanno dalle modalità dei servizi a bordo al rafforzamento delle misure di pulizia fino alla rivoluzionaria invenzione di toilette anti Covid, un numero crescente di compagnia aeree e aeroporti ha deciso di affidarsi al riconoscimento facciale.

Conosciuta in inglese con la sigla FRT (facial recognition technology), questa tecnica di intelligenza artificiale viene considerata un sistema altamente efficiente per garantire un transito in aeroporto sicuro e veloce, perché permette di volare in modalità contactless e cioè senza alcun contatto tra passeggero e personale di terra, al check-in o al gate.

Linate è stato il primo scalo italiano ad implementare sistemi high tech e digitali che miglioreranno i viaggi di milioni di persone. Un totem posizionato davanti ai check-in esegue lo screening facciale del passeggero che, da quel momento in poi, non deve più esibire alcun documento d’identità e neppure la carta d’imbarco, né cartacea né digitale. Ciò permetterà di smaltire le code e velocizzare i tempi e le modalità di imbarco, garantendo standard di sicurezza più elevati.

Tuttavia, se da un lato il riconoscimento facciale è visto dall’industria dei trasporti come il futuro dei viaggi, c’è chi teme che il suo impiego possa mettere a rischio la privacy dei passeggeri.

Per ovviare a queste problematiche, il World Economic Forum (Forum Economico Mondiale) ha redatto delle linee guida per un uso responsabile della tecnologia di face boarding da parte dei principali operatori del settore. Il primo a testare con successo questa iniziativa che, stando ai suoi ideatori, consentirebbe di raggiungere un ulteriore livello di fiducia da parte dei passeggeri, è stato l’Aeroporto Internazionale di Narita, in Giappone.

Il riconoscimento facciale salverà il turismo: come

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Come il riconoscimento facciale salverà il turismo