Richard Branson ha scoperto cosa si nasconde sul fondo del Blue Hole

Per la prima volta, un sottomarino ha raggiunto il fondo del Blue Hole. E ha svelato il suo grande mistero.

Il Great Blue Hole, la grande dolina marina sita a est delle coste del Belize – una delle destinazioni da non perdere nel 2019, secondo Lonely Planet –, non è più un mistero. E il merito è (anche) di Richard Branson.

Fin ad oggi, di questa incredibile meraviglia della natura si conoscevano prevalentemente le vedute dall’alto. Il suo fondale ha sempre nascosto incognite e misteri, che il patron della Virgin ha deciso di indagare. Insieme a Fabien Cousteau, un conservazionista che difende gli oceani, Branson si è immerso nelle profondità del Blue Hole, durante una spedizione andata in onda su Discovery Channel.

Richard Branson

Richard Branson guida la prima spedizione sottomarina nel Blue Hole | Fonte: Instagram @richardbranson

Per la prima volta, un sommergibile ha raggiunto il fondale della dolina, che si trova lungo la barriera corallina mesoamericana, la seconda più grande del mondo. Un evento straordinario, che si inserisce nel progetto di Ocean Unite, il cui obiettivo è quello di arrivare a proteggere almeno il 30% degli oceani mondiali entro il 2030.

Il team ha raggiunto il fondo del Blue Hole a bordo di un sottomarino Aquatica, e ha attraversato un muro di stalattiti. Cosa rivela questa scoperta? Che la dolina è costituita da grotte un tempo parte della terraferma. Lo racconta in un suo post Richard Branson: “Questa è una prova di quanto gli oceani crescano velocemente e in modo catastrofico. Una volta, i livelli del mare erano di decine di metri più bassi: 10.000 anni fa, quando enormi quantità di ghiaccio in tutto il pianeta si sono sciolte, si sono alzati di oltre 90 metri. E, ora, a 90 metri di profondità si possono vedere i cambiamenti avvenuti nelle rocce quando sono state sommerse dall’acqua. È il più forte avvertimento di quanto dannosi siano i cambiamenti climatici che io abbia mai visto”, si legge sul suo profilo Instagram.

Così, oggi, sappiamo che sul fondale del Blue Hole non ci sono forme di vita: la sua profondità è enorme, manca l’ossigeno. Ma, dal sottomarino, sono state viste bottiglie di plastica depositate lì, in quello che è un monito fortissimo: l’utilizzo di oggetti in plastica monouso deve finire. Ed è anche nostro dovere mobilitarci per combattere questa battaglia.

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