Tutte le regole della Commissione europea per i viaggi

Tutte le regole proposte dalla Commissione europea per tornare a viaggiare in tutta sicurezza

Sono arrivate le nuove raccomandazioni della Commissione europea in tema viaggi. Non solo le novità relative al Green Pass che consentirà di muoversi liberamente in tutti gli Stati Membri senza sottoporsi a quarantena, ma anche la proposta di allentare gradualmente le misure di viaggio in modo coordinato. Dalle regole per i minori, fino al certificato per chi arriva da fuori l’Ue, ecco tutto quello che c’è da sapere per i prossimi viaggi in Europa.

In linea di massima, la Commissione propone di aggiornare i criteri comuni per la definizione delle zone a rischio e di introdurre una sorta di “freno di emergenza” che permetta di rispondere alla prevalenza di nuove varianti problematiche o d’interesse,  e il tutto anche in base al progredire della campagna vaccinale. Ma vediamo nel dettaglio quali sono le proposte emerse dal comunicato.

Viaggi con i bambini

Per garantire l’unità familiare, i minori che viaggiano con i genitori dovrebbero essere esentati dalla quarantena quando gli stessi genitori non devono sottoporsi ad autoisolamento, come nel caso dei soggetti vaccinati. Stessa condizione prevista anche per i bimbi sotto i 6 anni, che dovrebbero però essere esentati dai test relativi al viaggio a prescindere dalla vaccinazione o meno dei genitori.

Come si stabilisce il grado di rischio di un Paese

I punti presenti nel comunicato della Commissione sono stilati in base alla mappa cromatica pubblicata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e che viene aggiornata di ogni martedì entro le 23:59. Un sistema che già vede le regioni d’Italia contrassegnate in verde, e quindi considerate a basso rischio.

Ma a tal proposito quello che viene proposto è una precisazione e semplificazione delle condizioni imposte dagli Stati membri con decisione autonoma:

  • in provenienza dalle zone verdi: nessuna limitazione;
  • in provenienza dalle zone arancioni: possibile obbligo di test preliminare alla partenza (antigenico rapido o PCR);
  • in provenienza dalle zone rosse: possibile obbligo di quarantena in mancanza di test preliminare alla partenza (antigenico rapido o PCR);
  • in provenienza dalle zone rosso scuro: viaggi non essenziali da scoraggiare fortemente; test e quarantena ancora obbligatori.

La Commissione europea, inoltre, chiede di adeguare le soglie della mappa dell’ECDC in funzione della situazione epidemiologica e dell’evoluzione della vaccinazione in un determinato Stato.

In poche parole, per le zone contrassegnate dal colore arancione si propone di innalzare da 50 a 75 la soglia del tasso cumulativo dei casi di COVID-19 registrati negli ultimi 14 giorni. Nella stessa ottica, per le zone rosse si tratterebbe di innalzare la soglia dall’attuale 50-150 a 75-150. Infine, si è in rosso scuro se i casi sono superiori ai 500 sui 100 mila abitanti.

Nel momento in cui la situazione epidemiologica dovesse peggiorare rapidamente, o se fosse segnalata un’elevata prevalenza di varianti problematiche o d’interesse, gli Stati membri dovrebbero attivare un “freno di emergenza” e ripristinare le misure sui viaggi, anche nei confronti delle persone vaccinate e/o guarite dal Coronavirus.

Come funzionano i viaggi per i cittadini extra-Ue

Buone notizie anche per i cittadini extra-Ue che vorranno recarsi nei Paesi membri. Questi, infatti, dovranno mostrare una prova di vaccinazione completa per entrare senza sottoporsi a quarantena. Inoltre, saranno in grado di ottenere anche il certificato digitale Ue Covid per spostarsi liberamente tra gli Stati Membri, secondo quanto riferito dal commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders.

Viaggi e tamponi, cosa sapere

Per quanto riguarda i tamponi, la proposta di renderli gratuiti per tutti non è, sfortunatamente, passata in Ue. Questo vuol dire che per spostarsi tra gli Stati europei i viaggiatori dovranno pagare di tasca loro i test, nei laboratori e nelle farmacie. I 100 milioni di euro messi a disposizione dall’Europa per i tamponi gratis, saranno destinati esclusivamente a frontalieri, lavoratori essenziali, studenti, quindi a chi per necessità, e fino a che non avrà completato il ciclo vaccinale, dovrà spostarsi di frequente.

Per tale ragione è probabile che presto fra le tipologie di tamponi validi accettate ci saranno anche gli antigenici rapidi, economici e immediati. Attualmente, infatti, il costo dei tamponi varia da regione a regione e anche in base alla struttura in cui viene effettuato. Una notizia di certo non positiva visto che in alcune situazione il costo di un molecolare è pari anche ai 100 euro. Tuttavia, a tal proposito la Commissione ha domandato un periodo di validità standard per i test: 72 ore per i tamponi Pcr e, ove accettato da uno Stato membro, 48 ore per i test antigenici rapidi.

Green Pass europeo

La Commissione, infine, ha esortato i Paesi membri a intensificare l’impegno ai fini di “un’introduzione fluida del certificato COVID digitale Ue” e iniziare a rilasciarlo già prima dell’entrata in applicazione, il 1º luglio, del regolamento di base. In Italia, ricordiamo, il Green pass COVID-19 è stato introdotto dal DL n.52 del 22 aprile, modificato con il DL n.65 in vigore dal 18 maggio, e sarà disponibile direttamente sull’app IO e su Immuni.

Per non doversi sottoporre a test e quarantena i titolari del Green Pass, il documento che attesta l’avvenuta vaccinazione, la guarigione dal Coronavirus o la negatività a un tampone, dovranno attendere 14 giorni dopo la seconda dose di vaccino (per quelli che prevedono due iniezioni, come Pfizer o AstraZeneca).

Il lancio ufficiale della certificazione è atteso per il prossimo primo luglio e includerà test, certificati di guarigione e solo i vaccini autorizzati dall’Agenzia europea del farmaco (Ema). Per garantirne la validità e impedirne la contraffazione saranno dotati di un codice Qr e potranno essere visualizzati su smartphone o, all’occorrenza, essere stampati. I certificati saranno gratuiti e verranno resi disponibili dagli Stati Membri. Inoltre, saranno utilizzati anche in altri contesti come in matrimoni e i concerti.

In sostanza, la Commissione ha chiesto ai 27 Paesi dell’Europa di iniziare gradualmente ad abbassare le restrizioni ai viaggi. Bruxelles, infatti, comprende che la situazione epidemiologica e il livello di vaccinazione consentono un cambio di misure per l’estate.

Gli europei dovrebbero godersi un’estate tranquilla e sicura”, ha affermato Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea. E noi non possiamo che essere d’accordo con tale affermazione. Del resto, proprio questa potrebbe essere la strada giusta per emergere da una situazione che, solo a marzo scorso, sembrava davvero senza speranze.

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