Poshtels: la rivoluzione degli ostelli è cominciata

Dimenticate la vecchia idea di ostello: adesso, l’alternativa cheap all’albergo è sempre più cool. E non la amano più solamente i giovanissimi

Un tempo c’erano gli ostelli, con le loro camerate da decine e decine di posti letto, i bagni in comune, e con quel servizio spartano che ne giustificava il prezzo super cheap. Oggi ci sono i Poshtels, gli ostelli boutique. Che del tradizionale ostello della gioventù – il cui capostipite fu aperto in Germania nel 1912, all’interno del Castello di Atlena, per permettere anche ai ragazzini più giovani di trascorrere qualche giorno lontano dalla città -, sono l’evoluzione chic. Il termine “Poshtels” deriva infatti dalla fusione tra “posh” (dall’inglese “fine”, “elegante”, ma anche “snob”) e “hotels”, e indica gli ostelli in stile boutique hotel, con un alto contenuto hi-tech e una forte attenzione per l’estetica.

Sono infatti sempre di più le città che, un po’ in tutto il mondo, offrono un’alternativa più economica – ma dall’alto livello, soprattutto per quanto riguarda i servizi – al tradizionale hotel. A Milano, ad esempio, c’è l’Ostello Bello. Che non è solamente un luogo in cui i viaggiatori possono dormire, ma è anche un punto di riferimento per la scena giovane milanese: perché la nuova concezione di ostello è molto più ampia, va oltre l’offerta di stanze da letto pulite e ricche di elementi di design. All’interno dei cosiddetti Poshtels ci sono locali che diventano punti di ritrovo anche per i cittadini che, qui, possono conoscere gente da tutto il mondo. Sono, i nuovi ostelli, location quasi sempre nel cuore della città, con stanze anche singole o doppie, pulizia quotidiana, noleggio biciclette, informazioni sui luoghi nei dintorni, eventi, librerie, free wi-fi e la possibilità di organizzare tour. Amati prevalentemente dai Millennials, gli ostelli sono scelti da chi vuole immergersi nella cultura locale ed entrare in contatto con persone provenienti da ogni angolo del mondo. E offrono esperienze indimenticabili, come ben spiega Europe’s Famous Hostels, sito di riferimento per chi è in cerca di una sistemazione di questo tipo.

Ma dove si trovano i Poshtels? Prevalentemente in Europa, nelle capitali come nelle città “minori”. Ad Atene c’è l’AthenStyle, proprio al di sotto dell’acropoli: la terrazza del suo bar offre la miglior vista sul Partenone di tutta la città, e c’è la possibilità di partecipare a tour guidati alla scoperta dell’arte, della musica e della cultura del luogo. A Copenaghen, l’ostello Copenaghen Downtown ospita una zona lounge con biliardi e freccette, offre tornei e happy hour ogni sera, e la possibilità di navigare gratuitamente sul tablet messo a disposizione. E così via, un po’ in tutta Europa: la rivoluzione dei Poshtels è solamente all’inizio.

Poshtels: la rivoluzione degli ostelli è cominciata