“Pioggia delle 18 a Milano”: l’acquazzone è un tormentone sui social

In migliaia aspettano il consueto nubifragio sul gruppo social. Il meteorologo: "E' normale"

Pioggia delle 18 a Milano” è già un tormentone: sono in decine di migliaia, e crescono a ritmo vertiginoso, gli iscritti all’evento Facebook.

Il nubifragio delle 18 a Milano, che per giorni si è manifestato con implacabile puntualità anche nelle giornate dove fino a pochi minuti prima splendeva il sole, ormai scandisce le giornate dei cittadini milanesi, che si ritrovano fradici e inzuppati fino all’osso. Proprio quando, usciti dal lavoro, devono andare a ritirare i figli ai centri estivi o presentarsi al sospirato aperitivo o concerto, ovviamente all’aperto, o magari tornare a casa in bicicletta o sui mezzi pubblici.

C’è chi suggerisce di istituire un servizio di boat sharing, chi vorrebbe improvvisarsi gondoliere e fingersi a Venezia, chi chiede consigli sull’umbrella code, chi suggerisce le scarpe ad arca per fronteggiare il monsone nostrano.
I milanesi reagiscono con ironia all’acquazzone guastafeste, a cui anzi ormai sono affezionati. Tanto che in caso di ritardo monta un coro unanime di proteste, alimentato dalla proverbiale puntualità meneghina: ormai il nubifragio fa parte delle abitudini del milanese imbruttito e anzi anima in modo colorito i racconti del giorno seguente su come si sono fronteggiate le avventure sotto l’acqua.

In realtà, spiega a repubblica Antonio Sanò, meteorologo del sito Ilmeteo.it “questa primavera è una delle più normali che abbiamo da molti anni a questa parte. Dal 2003 al 2015 ci eravamo abituati a un clima estivo già a maggio e a giugno, con temperature di circa cinque gradi superiori alla media stagionale. Quella 2016 è una primavera che si comporta come tale, anche se in effetti ultimamente è un po’ capricciosa perché quest’anno non è mai arrivata l’alta pressione che impedisce la formazione delle nuvole e quindi le piogge sono più frequenti”.

Il temporale delle 18 è un evento normale: “Una volta superate le ore più calde della giornata, dalle 16 alle 17, c’è il momento di massima evaporazione e rilascio di calore dalle strade e dagli edifici e di conseguenza è naturale che ci sia una maggior probabilità di precipitazioni. È anomalo invece che il fenomeno si ripeta ogni giorno per periodi prolungati. Si deve al fatto che da aprile siamo in balia delle basse pressioni. I climatologi sostengono che abbiamo avuto un inverno molto mite grazie al Niño, un fenomeno di riscaldamento globale, e che ora ci troviamo a fare i conti con la Niña, dagli effetti opposti. Probabilmente l’estate sarà caratterizzata da un clima altalenante e il prossimo inverno sarà rigido”.

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