Addio a Pigalle, il quartiere dei sexy shop di Parigi

I locali più trasgressivi e a luci rosse chiudono i battenti

Ha chiuso i battenti l’ultimo american bar di Pigalle, il quartiere dei sexy shop e dei locali equivoci di Parigi. E’ il segno tangibile della trasformazione che sta subendo il famoso quartiere, amato dagli artisti, primo fra tutti Toulouse-Lautrec che dipinse il mitico Moulin Rouge in tutte le salse. Si chiude così un’epoca.

Da qualche anno i locali degli spogliarelli sono stati soppiantati da supermercati che vendono prodotti biologici; al posto delle vetrine di lingerie supersexy ora ci sono eleganti atelier d’arte e negozi vintage. Lo storico quartiere trasgressivo divenne protagonista, a partire dalla seconda metà del XIX secolo, per i locali eccessivi, i cosiddetti ‘bar americani’. La reputazione licenziosa del quartiere portò, durante la Seconda guerra mondiale, al soprannome di Pig Alley (Viale dei maiali), da parte dei soldati alleati che vi si recavano in cerca di divertimento.

Lo stesso Moulin Rouge, un tempo icona del peccato, è oggi un ritrovo per turisti scaricati a frotte dai pullman, più che per uomini d’affari in cerca di trasgressione. Si tengono nove spettacoli giornalieri, uno addirittura all’ora di pranzo e due serali con cena inclusa. A parte qualche seno nudo, il massimo della trasgressione è un can-can che chiude lo show.

Quello che era un quartiere malfamato (GUARDA LA MAPPA), dove criminalità e prostituzione la facevano da padrona è oggi divenuto una tranquilla zona adatta alle famiglie, dove i cortili interni degli edifici in stile liberty pullulano di bambini che giocano allegramente e in tutta sicurezza.

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