Passaporto vaccinale nel mondo: com’è la situazione

Il passaporto vaccinale diventa globale: quali Paesi del mondo lo introdurranno per primi

Il passaporto vaccinale comincia a prendere sempre più piede non solo in Europa, ma anche in diversi Paesi del mondo. Non molto tempo fa, infatti, abbiamo condotto insieme a voi un’analisi relativa ai vantaggi e gli svantaggi di questo nuovo documento, ma anche una guida sugli Stati del vecchio continente che lo hanno già adottato (o che lo faranno a breve) e in quale modo stanno pensando di introdurlo.

Tuttavia, il certificato di vaccinazione per viaggiare sembra aver scatenato un importante interesse anche a livello globale. Proprio per questo vogliamo parlarvi dei Paesi del mondo che stanno lavorando (o che hanno annunciato che lo faranno nel giro di poco tempo) per far sì che venga utilizzato il prima possibile.

Australia

L’Australia lancerà il suo certificato di vaccinazione tramite l’Australian Immunization Register (AIR). Infatti, sembrerebbe che l’Australia riaprirà i suoi confini ai turisti internazionali a partire dal 2022 e, probabilmente, solo a coloro che in quella data saranno stati vaccinati.

Bahrein

Il Bahrein, in Medio Oriente, ha da poco annunciato il rilascio di un passaporto digitale per il vaccino contro il Covid-19. Attraverso l’applicazione “BeAware” si potrà verificare l’avvenuta vaccinazione di una persona con un codice QR che si collegherà al registro nazionale dei vaccini.

Cile

Il Cile ha già annunciato ad aprile scorso che rilascerà certificazioni vaccinali a tutti coloro che si sottoporranno al vaccino contro il Covid-19.

Emirati Arabi Uniti

Emirates ed Etihad saranno tra le prime compagnie aeree a usare il passaporto sanitario digitale. Etihad utilizzerà lo IATA Travel Pass su alcuni voli selezionati in partenza da Abu Dhabi nel primo trimestre del 2021. Emirates, invece, inizierà i propri test nel mese di aprile sui voli in partenza da Dubai. Qualora i risultati dessero l’esito sperato, entro l’estate le compagnia aeree estenderanno l’utilizzo del passaporto sanitario su tutti i loro voli

Fiji

Anche le isole Fiji stanno esplorando lo sviluppo di un “passaporto per le vaccinazioni” al fine di garantire la fiducia del Paese nei confronti dei visitatori una volta riaperti i confini.

Hawaii

Le Hawaii stanno sviluppando un programma che potrebbe consentire a chiunque sia stato completamente vaccinato di visitare lo stato insulare senza essere messo in quarantena. Infatti, le persone che avranno ricevuto la loro dose completa di vaccino contro il Coronavirus riceveranno un codice elettronico – un passaporto vaccinale – che consentirà loro di viaggiare tra le splendide isole. Si parla di iniziare la distribuzione di questi documenti già dall’1 marzo di quest’anno.

India

In India tutti coloro che sono stati e che saranno vaccinati riceveranno un certificato elettronico tramite un codice QR, come ha fatto sapere il ministero della Salute.

Israele

Israele, oltre ad aver stipulato un accordo a tal proposito con la Grecia e aver già vaccinato quasi completamente la sua popolazione, ha annunciato che prevede di rilasciare un “passaporto verde” a tutti coloro che sono stati vaccinati. Un documento che garantirà ai viaggiatori non solo di spostarsi più facilmente tra i vari Paesi del mondo, ma anche un accesso meno macchinoso a ristoranti ed eventi culturali, esentandoli dalle regole di quarantena o sottoponendosi a un test antivirus prima di un viaggio.

Malesia

Anche in Malesia si sta lavorando a una sorta di visto vaccinale che permetterà ai viaggiatori vaccinati di saltare la quarantena obbligatoria. A confermarlo anche Malaysia Aviation Group, capogruppo del vettore nazionale Malaysia Airlines Bhd, che ha fatto sapere che sono in corso colloqui con le autorità locali per l’implementazione di un “passaporto sanitario”, ma senza fornire troppi dettagli.

Nuova Zelanda

Air New Zealand, compagnia aerea di bandiera della Nuova Zelanda, chiederà ai passeggeri di utilizzare un pass sanitario digitale sui voli per l’Australia al fine di fare una prova di un sistema di “passaporto vaccinale” per i viaggiatori immunizzati contro il Covid-19. Ma non solo, anche la compagnia aerea Kiwi ha dichiarato che testerà l’applicazione Travel Pass sui voli Auckland-Sydney per tre settimane ad aprile, presentando un assaggio di come saranno i viaggi internazionali fino a quando il Coronavirus non sarà più una minaccia.

Regno Unito

Il governo del Regno Unito ha fatto sapere che non sta esaminando i passaporti vaccinali per uso domestico, ma che faciliterà la creazione di questi documenti per le persone che desiderano visitare altri Paesi del mondo. Un sistema che entrerà in vigore non appena saranno nuovamente consentiti i viaggi internazionali dal Regno Unito. Infatti, la compagnia aerea British Airways ha iniziato a testare il passaporto sanitario digitale sui voli verso gli Stati Uniti. Dal 4 febbraio è disponibile per i passeggeri delle rotte transatlantiche in partenza dal Regno Unito l’applicazione VeriFLY.

Stati Uniti

Anche il governo degli Stati Uniti sta esaminando l’introduzione di una certificazione di avvenuto vaccino contro il Covid-19, soprattutto in seguito alla firma del Presidente Biden all’ordine esecutivo che chiede alle agenzie governative se è possibile collegare un certificato di vaccino contro il Coronavirus a un database digitale.

Thailandia

La Thailandia sta valutando la rimozione dei requisiti di quarantena per tutti i viaggiatori che hanno ricevuto le due dosi di vaccino contro il Covid-19.

È chiaro, quindi, che il passaporto vaccinale per viaggiare sarà presto realtà non solo in Europa ma anche in molti altri Paesi del mondo. E in particolare lo sarà in quelli che vivono soprattutto di turismo. Inoltre, è bene ricordare che l’implementazione di questo sistema non prevede di escludere la possibilità di viaggiare ai non vaccinati. Semplicemente renderà lo spostamento più facile a coloro che lo avranno fatto. Vale a dire che i turisti vaccinati non dovranno più sottoporsi, nella maggior parte dei casi, a tamponi e quarantene.

Tuttavia, onde evitare di dover scaricare un’applicazione per ogni Paese che si visita, sarebbe auspicabile la creazione di standard armonizzati. Non è un caso, infatti, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) stia lavorando su un progetto di questo tipo: invece di costruire una serie di regole che sarebbero lasciate all’interpretazione degli Stati, degli operatori del settore privato come crociere, delle compagnie aeree o organizzatori di eventi, si punta a rendere più omogenee sia le politiche che gli interventi. L’obiettivo dell’organizzazione è quello di implementare questi standard entro metà marzo 2021, in modo da evitare uno scenario in cui si acuirebbero ancor di più le disparità sociali, basate sull’accesso ai vaccini.

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