Un enorme parco attorno alla Tour Eiffel cambierà il volto di Parigi

Si chiamerò Rives de Seine e sarà un parco in stile Central Park: ecco il progetto che, entro il 2024, trasformerà la capitale francese

Sono sempre più green, le città d’Europa. Ultima in ordine di tempo, Parigi: la capitale francese accoglierà presto un nuovo polmone verde, che circonderà la Tour Eiffel e cambierà il volto della città.

Dopo il Central Park di Valencia, anche Parigi si appresta a realizzare un giardino che – il celebre parco newyorchese – lo ricorderà. Circonderà per 54 ettari la Tour Eiffel, il nuovo Rives des Seine: una lunga linea verde che, attraverso una passeggiata di 1.6 chilometri, condurrà turisti e cittadini sino al più famoso monumento della città. Una vera e propria rivoluzione, in occasione delle Olimpiadi che nel 2024 qui andranno in scena.

Il bando per la realizzazione del progetto è stato vinto dalla paesaggista Kathryn Gustafson, che ha spiegato come la città sarà vegetalizzata e l’area attorno la Tour Eiffel pedonalizzata. Un quartiere, questo, che sarà completamente stravolto: dal Trocadero all’École militaire, dal Pont d’Ièna allo Champ-de-Mars, ci sarà presto un enorme parco in cui ascoltare il canto degli uccelli e passeggiare nel verde. Così, i turisti (6 milioni l’anno) non dovranno più “lottare” peer scattare foto senza macchine sullo sfondo, ma potranno vivere un’esperienza di totale tranquillità grazie all’estensione della zona pedonale.

Il primo passaggio è la ricopertura d’alberi e di manto erboso del Pont d’Ièna (tra il 2021 e il 2023), cambiando così di fatto volto e scopo ad un ponte oggi trafficatissimo: diventerà accessibile solamente a bus e mezzi d’emergenza nelle corsie laterali, e permetterà ai turisti di vivere l’intero quartiere immersi nell’atmosfera del Rives des Seine. Ma non è, ovviamente, finita qui: ci saranno manti erbosi dal Trocadero a Champ-de-Mars, in una spettacolare unificazione verde che attraverserà Parigi da est a ovest e passerà sopra la Senna. Ma, in tutta la città, diversi sono i progetti al vaglio: la volontà è quella di recuperare entro il 2020 stazioni in disuso e aree degradate, sfruttando tetti, facciate e cortili per raggiungere i 100 ettari di vegetazione e abbattere così l’inquinamento.

Perché non sono solo belli da vedere, i parchi. Sono anche, letteralmente, una boccata d’ossigeno per tutti noi.

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