Oro: in Piemonte lo cercano nei fiumi

Nel mese di agosto a Mongrando, nel biellese, si tiene un campionato tra cercatori di tutto il mondo

Anche in Italia è febbre dell’oro. Nella Riserva naturale speciale della Bessa, Biella, è in programma dal 19 al 25 agosto il 32mo Campionato mondiale dei Cercatori d’oro. In occasione di questa manifestazione 400 appassionati, provenienti da 23 paesi aderenti alla World Goldpanning Association, si sfideranno in una caccia all’ultima pagliuzza.

Il territorio tra Ivrea e Biella nell’antichità, al tempo dei romani, tra il II e il I sec. a.C., fu una delle più grandi miniere d’oro a cielo aperto del mondo. Furono proprio i romani a sfruttare in maniera intensiva i giacimenti locali, destinati a finanziare le campagne belliche. L’area archeologica è ancora tutta da studiare, al punto che la Regione Piemonte ha deciso di trasformarla in Riserva speciale nel 1985. L’oro che si trova è un oro alluvionale, trasportato insieme a minerali ferrosi, dal ghiacciaio balteo proveniente dalla Valle d’Aosta. Arturo Ramella, presidente dell’Associazione biellese cercatori d’oro e dell’omonima associazione mondiale. "Oggi è una buona giornata se con 8 ore di lavoro si riesce ad estrarne 1 grammo, sotto forma di piccolissime briciole di pane.

I cercatori intervenuti per la competizione gareggeranno in apposite vasche, contendendosi 20 piccolissime pagliuzze nascoste in 20 kg di sabbia e ghiaia. A colpi di batea, il piattino concavo che serve per setacciare i fiumi, i partecipanti faranno conoscere a tutti i curiosi questa intrigante attività.

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