Il monsone mediterraneo che colpisce l’Italia da 14 mesi

Da oltre un anno il clima è simile: tanta pioggia e poco freddo

E’ da ottobre 2013 che l’Italia e gran parte dell’Europa sono sotto scacco da parte di un meteo che sembra quasi bloccato. Continui afflussi di aria umida da Sud-Ovest, tranne quando si presentano eventi anticiclonici. E’ quello che gli esperti hanno definito un monsone atlantico-mediterraneo, con le perturbazioni che si avvicendano seguendo sempre il medesimo schema: piogge abbondanti nelle stesse regioni, soprattutto in quelle del Nord e del versante tirrenico ovvero dove il vento di libeccio, colmo di umidità del mare, incontra le Alpi e gli Appennini. 

Il 2014 non è ancora terminato, ma lo si può già classificare tra gli anni più piovosi e meno soleggiati da oltre un secolo, specialmente al Centro-Nord. Qui è piovuto un giorno su tre. Il totale delle precipitazioni raccolte dal Primo gennaio sono imponenti: quasi il doppio rispetto alla norma, superiori a 2.500-3.000 millimetri su vaste zone dall’alto Piemonte, lungo tutte le Prealpi fino al Friuli.

Il pluviometro di Musi, la località più piovosa d’Italia a quota 800 metri, vicino a Udine, ha registrato finora oltre 5200 mm di pioggia (la media è attorno ai 3000), il massimo dal 1923 e probabilmente la quantità più straordinaria mai misurata sul territorio nazionale.

Negli ultimi mesi i continui venti meridionali hanno scaricato circa 1000 mm d’acqua intorno al Passo del Turchino e sul Lago Maggiore, straripato come non era più accaduto dall’alluvione del 2000. 

Il tempo è eccezionalmente piovoso, ma per nulla freddo, proprio a causa dei flussi marittimi e subtropicali: novembre 2014 è stato il più tiepido mai avuto al Nord Italia con 2 – 5 °C sopra la media. Per ora il gelo sulla Pianura Padana si è visto soltanto alcune mattine e la neve ha fatto solo fugaci comparse attorno ai mille metri sulle Alpi.

Negli ultimi giorni, con l’arrivo del vento di scirocco, ha piovuto a dirotto oltre i 2.000 metri, cosa molto rara per questo periodo. Sintomo, questo, del riscaldamento atmosferico in atto. Al Nord lo scorso novembre è stato il mese più caldo degli ultimi 260 anni e in Sicilia la colonnina di mercurio ha superato addirittura quota 30°C.

Pochi i cambiamenti previsti per la fine dell’anno. Il cielo resterà in gran parte grigio, con rovesci in ripresa a partire dal Nord-Ovest e dal Tirreno. Le temperature caleranno di alcuni gradi, ma rimarranno sopra la media. In attesa di venti provenienti dai Balcani un po’ più freddi che potrebbero portare la neve tanto attesa.

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