Lago di Braies chiuso ai turisti per tutta l’estate: ecco perché

Il lago di Braies sarà chiuso ai mezzi privati tra le 10 e le 15 a partire dal 10 luglio fino al 10 settembre

Da quando è diventato protagonista della fiction Tv “Un passo dal cielo”, il lago di Braies, in Alto Adige, è stato preso d’assalto dagli amanti del cineturismo, dagli Instagrammer e da tutti coloro che sono rimasti abbagliati dalle immagini viste attraverso lo schermo della televisione o dello smartphone.

Immagini di acque color smeraldo, nelle quali si riflettono a 360 gradi pini secolari, i profili delle montagne della Val Pusteria e le nuvole bianche come quelle che si vedono nei quadri di René Magritte.

Ogni giorno vi sbarcano pullman di turisti urlanti che, in numero indefinito, si accalcano sulle rive del lago di Braies a scattarsi selfie, a fare la fila per noleggiare una barchetta di legno, a cercare di fare il tour del lago coi tacchi a spillo… Un vero problema, quello dell’overtourism, sollevato dalla municipalità altoatesina già da tempo e che ha fatto sì che, almeno per l’estate, venisse imposto un numero chiuso.

Il lago di Braies, infatti, sarà chiuso ai mezzi privati tra le 10 e le 15 a partire dal 10 luglio fino al 10 settembre. Lo si potrà raggiungere solo a piedi o in bicicletta (i migliori mezzi di locomozione in Alto Adige) o con uno shuttle: il bus numero 442 che parte da Dobbiaco e ferma a Villabassa e a Segheria oppure il numero 439 che parte da Monguelfo e ferma a Segheria, Ferrara e San Vito (qui il pdf della brochure da scaricare ed eventualmente stampare). La misura è stata adottata per ridurre l’inquinamento dei gas di scarico dei veicoli.

C’è un’unica strada che conduce fino al lago. Nei weekend e d’estate è una fila unica di auto che vanno, di giorno, e che vengono, all’ora del tramonto. Un gigantesco parcheggio – a pagamento – ospita centinaia di auto e di pullman turistici. Ora anche questa sarà chiusa alle automobili. Almeno nei mesi di punta.

Le uniche auto che hanno una deroga e che possono passare sono quelle di chi ha prenotato un tavolo in uno dei ristoranti della zona: insieme alla prenotazione, infatti, viene emesso un permesso di transito valido fino al ristorante scelto. Per evitare gli abusi viene chiesta una caparra di 20 euro. Al termine del processo di prenotazione, viene inviata una mail con la conferma di prenotazione da stampare. Bisognerà porre la conferma in modo ben visibile dietro al parabrezza dell’auto in modo da essere ben riconoscibili da eventuali vigili (o ranger, come il Pietro Thiene della fiction Tv). Se non è possibile stamparla, bisogna comunque salvate il file pdf sullo smartphone come si fa con le carte d’imbarco e mostrarlo al punto d’accesso. Il permesso di transito è valido solo fino alla struttura per cui è stata effettuata la prenotazione e non garantisce né include un parcheggio al lago di Braies.

Quello di Braies è un lago naturale della Val Pusteria ed è il più vasto delle Dolomiti (che quest’anno festeggiano i 10 anni come Patrimonio dell’Unesco). Fino a qualche anno fa era conosciuto più che altro dagli appassionati delle attività all’aria aperta, come il trekking e la bicicletta, per via dei numerosi sentieri che arrivano fino al lago e delle piste ciclabili della zona, ma anche dai pattinatori su ghiaccio che ci vengono d’inverno. Se d’estate è uno specchio d’acqua trasparente, d’inverno il lago infatti si copre di una spessa coltre di ghiaccio su cui si può pattinare. Per gli altoatesini è un luogo bucolico, da fiaba, un piccolo angolo di paradiso. Che però col tempo si è trasformato in un vero inferno.

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