L’isola di Robinson Crusoe esiste davvero

Si chiama Agua Buena e lì sono state rinvenute le tracce del suo naufragio

L’isola che non c’era, c’è eccome e si chiama Agua Buena. Il luogo dove naufragò Robinson Crusoe, descritto dallo scrittore Daniel Dafoe nel suo celebre romanzo “The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson” non è frutto della fantasia dell’autore ma esiste davvero. Agua Buena fa parte dell’arcipelago Juan Fernandez al largo delle coste del Cile. È proprio lì che il marinaio scozzese Alexander Selkirk fu costretto a rimanere dopo il suo naufragio avvenuto nel lontano1704.

A dare una svolta realistica a una storia che si credeva inventata è stato articolo pubblicato sulla rivista Post-Mediaeval Archaelogy e riportato da Science Daily. In sostanza si parla della scoperta fatta da archeologi di resti di un accampamento che farebbero supporre che nell’isola ci fosse stata una presenza europea. Cos’ha convinto gli specialisti? «L’evidenza più schiacciante è che abbiamo trovato un pezzo di rame che faceva parte di un sestante, uno strumento compatibile con il fatto che Selkirk era un navigatore e anche il capitano Rogers scrive nelle sue memorie che la persona da lui trovata aveva strumenti matematici».

Le ultime scoperte ci restituiscono con precisione i mezzi utilizzati da Robinson Crusoe – alias Alexander Selkirk per soppravvivere nell’isola per quattro lunghi anni. Il naufrago non era uno stupido e si era costruito due capanne in prossimità di un ruscello, in un luogo strategico. I due siti scelti gli consentivano di vedere una larga porzione di mare e quindi avvistare il passaggio di eventuali imbarcazioni che lo avrebbero portato a salvo. Tutti dettagli che coincidono con quelli descritti nell’opera dello scrittore londinese Daniel Dafoe.

L’isola di Robinson Crusoe esiste davvero