Un thé nel deserto (con Venditti)

Intervista a Francesco Venditti

Figlio, nipote e cugino d’arte, Francesco Venditti, classe 1976, respira aria di cinema da quando è nato. In tv in questi giorni è un operaio idealista della Fiat a cavallo tra gli Anni ’60 e ’70, impegnato nelle prime rivendicazioni sindacali (Mia madre).

Prossimamente sarà un boss di quella malavita pre-banda della Magliana, che non toccava armi né droga (Roma nuda).

Nella vita di tutti i giorni lui, doppiatore, attore e papà, idealista non lo è più per cause di forza maggiore. Anche se ammette, un po’ di idealismo e fantasia aiuterebbero a vivere meglio. Non a caso, ai viaggi fisici spesso preferisce quelli mentali.

Il viaggio più bello della tua vita?
In Namibia. Dopo aver girato Io no sono rimasto 10 giorni deserto del Namib. E devo dire che vedere il deserto rosso, l’unico che arriva fino all’Oceano, è meraviglioso. Ognuno dovrebbe avere la possibilità di vederlo almeno una volta nella vita.

Un posto del cuore in Italia?
Ce l’ho avuto in passato, era il Circeo, vicino Roma. Perché più legato all’infanzia, ai nonni, agli amici, a ricordi vita vissuta. In realtà il buen ritiro può essere anche la cantina di una casa in una città piena di nebbia. A volte preferisco il viaggio mentale a quello fisico.

Dove ti piacerebbe andare?
In Giappone, assolutamente. E dove nascono le balene in Messico.

Ci sei mai stato?
Sì, ma ho visto la parte più turistica non sono mai andato dove fanno i cuccioli. Ah, poi vorrei andare a vedere l’Alaska. Insomma, la lista è lunga…

Viaggiatore comodo o last minute?
Mi piacerebbe essere un viaggiatore last minute, non lo sono tanto. Così come mi piace la barca a vela e qualche volta l’ho fatto. In realtà quando hai dei figli va bene essere spartani ma un po’ di organizzazione e comodità ci vogliono.

Compagno di viaggio ideale?
Una fidanzata. E i figli, se ci sono.

Ti piace viaggiare da solo?
Sì, soprattutto in macchina, on the road.

Qualcosa che non manca mai nella tua valigia?
I libri, senza dubbio.

 

 

Sara Gambèro
Un thé nel deserto (con Venditti)